Famiglie e studenti

Ma resta confermata la non ammissione alla classe successiva per chi è stato escluso dallo scrutinio finale

di Laura Virli

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Firmato il decreto con cui, già a partire da questo anno scolastico, prenderanno il via, per il primo ciclo di istruzione, le nuove modalità di valutazione e di certificazione delle competenze, contenute nel Dlgs 62 del 13 aprile 2017, uno degli otto decreti attuativi della Buona scuola.
Una fra tutte, tra le novità, qualcuno la considera un netto passo indietro, altri, invece, un passo verso la concreta sostenibilità del processo educativo.
Cosa è che, quindi, divide l'opinione pubblica, ma anche gli esperti del settore? Ebbene, come nella scuola primaria, anche alle medie si ritornerà al giudizio sintetico sul comportamento; sparirà, quindi, il voto in decimi.


La valutazione decimale della condotta era stata reintrodotta dal ministro Gelmini con la riforma entrata in vigore il 1 settembre 2009. Tra le conseguenze il fatto che il 5 in condotta, assegnato dal consiglio di istituto nel caso di gravi violazioni dei doveri definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, comportava, fino all'anno scorso, la non ammissione dello studente all'anno successivo. Secondo il ministro Gelmini il voto della condotta in decimi poteva servire per isolare e punire i comportamenti scorretti in classe.


Il ritorno al giudizio, da parte della ministra Fedeli, si inquadra nel disegno complessivo della legge 107/2015 e del decreto 62/2017 sulla valutazione degli apprendimenti.
Questo è un passo pedagogico importante che va nella direzione della scuola che include e non esclude «per dirlo alla Don Milani», che chiarisce e approfondisce la relazione che ciascun allievo ha con gli altri e con il contesto di apprendimento, che permette di esprimere un valore su quello che l'alunno sa fare in termini relazionali, sociali e gestione di sé, che armonizza la relazione scuola -famiglia nell'ottica di quel “patto di corresponsabilità”, guarda caso, proprio introdotto dalla ex ministra Gelmini.


Con la reintroduzione del giudizio scompare, quindi, la norma che finora prevedeva la non ammissione alla classe successiva per chi conseguiva un voto di comportamento inferiore a 6/10, ma resta ancora confermata la non ammissione alla classe successiva nei confronti di coloro a cui è stata irrogata la sanzione disciplinare di esclusione dallo scrutinio finale.
Insomma, per i “bulli convinti” il cartellino rosso rimane. La promozione alla classe successiva viene preclusa se ci si trova di fronte a gravi infrazioni al regolamento che richiedono l'intervento del consiglio di istituto.


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