Famiglie e studenti

Gli industriali di Torino entrano in classe

di Filomena Greco

Il sistema azienda e l’imprenditore al centro del progetto per l’alternanza scuola-lavoro presentato dall’Unione industriale di Torino, il Gruppo Giovani imprenditori e il Gruppo Dirigenti Fiat (GDF). Si comincia a ottobre, con una serie di incontri, per poi passare al lavoro in aula, in team – dalle 16 alle 20 ore – per elaborare una proposta, un’idea di impresa, che concorrerà per l’assegnazione di un premio finale. Gli studenti lavoreranno ad un proprio progetto, attraverso un lavoro di gruppo svolto in autonomia, ma con la possibilità, a richiesta, di potersi consultare e confrontare ogni settimana con esperti aziendali del Gruppo Dirigenti Fiat del Gruppo Giovani Imprenditori.

Si tratta del secondo anno di sperimentazione del format che quest’anno si allarga – coinvolgerà una decina di classi per un totale di 250 ragazzi – e potrà far leva su un centinaio di “volontari” tra i dirigenti FCA, in pensione e non, che hanno dato la propria disponibilità. Una lavoro che passa attraverso la promozione del valore industriale italiano, come sottolinea il presidente dei Giovani imprenditori di Torino Alberto Barberis: «è importante far comprendere il valore intrinseco del lavoro italiano, che noi riassumiamo nel concetto di “Made in Italy”: far capire che anche qui ci sono opportunità per cui merita impegnarsi e possibilità di realizzare sè stessi».

L’obiettivo, descrive Silvia Vernetti Blina, vicepresidente del Gruppo Dirigenti Fiat, «è spiegare l’impresa come sistema complesso, lo facciamo attraverso le nostre persone, che fanno da tutor. Al progetto sviluppato con l’unione industriale poi affiancheremo un programma da proporre direttamente alle scuole italiane, il nostro obiettivo è stimolare i ragazzi rispetto ai cambiamenti con cui dovranno confrontarsi». Alla parte centrata sul sistema azienda si affianca il lavoro svolto dai giovani industriali, finalizzato a definire la figura dell’imprenditore e a «ispirare nei ragazzi la voglia di essere imprenditori e non quella di avere un’impresa» spiega Alberto Lazzari vicepresidente Giovani dell’Ui di Torino. Un’esperienza consolidata che, come suggerisce il responsabile dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte, Fabrizio Manca, «potrebbe coinvolgere direttamente gli insegnanti e i dirigenti nelle visite alle aziende per promuovere il patrimonio industriale del territorio».


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