Famiglie e studenti

Tutte le regole per l’utilizzo dello smartphone in classe

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Il Pnsd (Piano nazionale per la scuola digitale) ha finalmente preso forma alla fine del 2015 per effetto del comma 56 della legge 107, che, con le sue molteplici azioni, ben 35, sta portando, inequivocabilmente e irreversibilmente, a un ripensamento del concetto di “lezione” da parte dei docenti.
Molti insegnanti, grazie alla formazione messa in campo dal Pnsd, e consapevoli di non poter rimanere indietro rispetto agli studenti “digital native”, stanno cambiando la metodologia e l'approccio comunicativo in classe: la lezione è diventata digitale, non solo perché vengono utilizzati i software, le piattaforme tecnologiche e internet, ma soprattutto perché vengono utilizzati in aula per le lezioni quotidiane.


Il divieto del 2007 all'uso dei cellulari in aula
Ma come conciliare l'incentivazione all'uso delle tecnologie innovative nelle aule, quali gli smartphone, a scopi didattici, con la direttiva ministeriale del 15 marzo 2017 che vieta, a tutt'oggi, l'utilizzo dei cellulari in classe? Il cellulare non è solamente un telefono, ma è uno strumento dotato di altre valenze tecnologiche, ed è facile, quindi, che i ragazzi siano tentati di utilizzarlo anche durante le ore di lezione, con effetti negativi per sé stessi e per gli altri.
Ecco quindi che, già da tempo, molte scuole, grazie all'autonomia didattica di cui sono dotate (legge 59/97), sulla scia di questo nuovo approccio metodologico digitale, si sono mosse per adeguare, a questo modus operandi, il regolamento di istituto.


La regolamentazione dell'uso del cellulare in classe
In alcuni regolamenti è ancora presente il divieto assoluto dell'uso del telefono cellulare durante le ore di lezione, per gli studenti (ed il personale docente, circolare 362/1998), per scopo personale, per eseguire foto o filmati non autorizzati o per recuperare informazioni o dati utili per lo svolgimento di prove scritte ed orali. La violazione di tali divieti configura, naturalmente, per i trasgressori un'infrazione disciplinare che prevede l'erogazione di specifiche sanzioni disciplinari.
Ma si specifica a chiare note che è, invece, consentito l'uso di dispositivi informatici di vario tipo quali gli smarthphone, qualora utilizzati a scopi didattici, per l'apprendimento, la progettazione, l'acquisizione di informazioni e documenti, la comunicazione veloce di informazione nell'ottica di una comune crescita culturale e formativa.


L'uso consapevole del cellulare a favore delle disabilità e contro i cyberbulli
L'uso del cellulare sarà ancor più incentivato per tutti i giovani con disabilità, tra cui gli autistici, al fine di eliminare alcune barriere e migliorare le loro capacità di apprendimento.
L'utilizzo, quindi, deve essere regolamentato, e ai docenti deve essere lasciata la massima autonomia nelle scelte didattiche.
In particolare, l'insegnante di classe, che ha nella propria programmazione l'utilizzo di internet, può autorizzare l'utilizzo degli strumenti di comunicazione e scambio di informazioni, che dovrebbero gradualmente sostituire i libri e altri materiali didattici tradizionali, con l'accortezza di guidare gli studenti nell'uso di dispositivi che sostituiscono i libri cartacei (ebook), nelle attività online, stabilendo obiettivi chiari di ricerca nel web, insegnando le strategie appropriate nella definizione e gestione della risorsa informatica al fine di veicolare una cultura dell'informazione aperta, condivisibile e consapevole. In modo anche di limitare le forme di cyberbullismo.
Insomma, smartphone nello zaino quando si è in classe, pronto all'uso nel caso in cui siano gli insegnanti a chiedere di utilizzarli.


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