Famiglie e studenti

Scontro sui vaccini a scuola, Fedeli stoppa la proroga della Lombardia: fuori legge

di Barbara Gobbi

La riapertura dell’anno scolastico si avvicina, con tutti i rebus aperti dall’applicazione della legge 119/20917 che ha reintrodotto l’obbligo vaccinale per bambini e ragazzi da zero a 16 anni. E lo scontro politico che ha accompagnato il dibattito - sul decreto legge prima e nelle aule parlamentari poi, per la conversione - continua a impazzare. Ieri è stata di scena la Regione Lombardia, che ha annunciato una delibera – da approvare in Giunta lunedì prossimo – con cui consentirà l’ammissione ai nidi anche ai bambini non ancora in regola con il calendario vaccinale. Purché i genitori si mettano al passo entro 40 giorni.

E qui ha tuonato la ministra dell’ Istruzione, Valeria Fedeli, che senza mezzi termini ha dichiarato “fuori legge” tutte le amministrazioni che non rispettano le nuove norme. Che fissano al 10 settembre per i nidi e le materne e al 31 ottobre per le scuole dell’obbligo le deadline di presentazione dei certificati vaccinali, di eventuali esoneri o di autocertificazioni (da “sanare”, in ogni caso, entro il 10 marzo 2018). E se dalle elementari in su, i “no vax” rischiano soltanto la multa ma hanno l’accesso garantito a scuola, per nidi e materne il mancato rispetto dell’obbligo diventa causa di esclusione.

La Lombardia non ci sta e malgrado la tirata d’orecchie della titolare del Miur, rilancia. Una conferenza stampa-lampo, ieri ha ribadito la linea: per l’assessore al Welfare Giulio Gallera la «Regione Lombardia non è fuori legge e la ministra Fedeli si sbaglia. Nessun bambino non vaccinato potrà frequentare le nostre scuole e nessuna proroga è stata concessa per la presentazione della documentazione. Agiamo nel pieno rispetto della legge. Abbiamo solo predisposto un percorso che, attraverso una ragionevole e sistematica interpretazione della norma, aiuterà a raggiungere l'obiettivo. Una norma che ha come finalità quella di far vaccinare i bambini, non di applicare sanzioni o escluderli da scuola». A seguire, una lettera indirizzata a Fedeli e alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin, in cui Regione Lombardia chiede di estendere la sua ricetta a nidi e materne di tutta Italia. La ratio della proposta? Se l’ammissione a scuola è concessa dalla legge a quanti autocertificano o sono in attesa, dopo aver prenotato, del servizio che l’Asl potrà fornire in tempi anche lunghi, non si capisce perché dovrebbero restare esclusi dai nidi (rischiando anche «traumi piscologici», si legge nella lettera inviata da Gallera) bambini i cui genitori accettino di inserirsi, in tempi brevi, in un «percorso di recupero». Da Miur e Salute, al momento, nessuna risposta: fervono i preparativi per una circolare esplicativa, che dovrebbe confermare i termini del 10 settembre e del 31 ottobre.


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