Famiglie e studenti

A scuola solo se vaccinati, il decreto è legge

di Barbara Gobbi


Da settembre tutto cambia: a scuola si andrà vaccinati. La Camera ha dato il suo voto finale alla fiducia posta dal Governo. Una strada praticamente obbligata, se si voleva “portare a casa il risultato”: la deadline per la conversione in legge era al 6 agosto e di tempo, per il dibattito in Assemblea e per un eventuale secondo passaggio al Senato, non ce n'era. A perfezionare il via libera al Dl che dopo 18 anni torna a imporre i vaccini per l'accesso a nidi, materne e scuole dell'obbligo, fino a 16 anni, la votazione finale della Camera sul disegno di legge di conversione del Dl 73, dopo il sì in notturna alla fiducia posta dal Governo: il decreto legge con le misure urgenti in materia di prevenzione vaccinale ha registrato 296 voti favorevoli e 92 contrari (Lega e M5S). Quindici gli astenuti.


Incassa il successo la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, l'artefice della legge, a partire dallo sprint che è stato impresso al provvedimento, bollandolo come decreto legge, caratterizzato da “necessità e urgenza”. Condizioni che, secondo le opposizioni guidate dai Cinquestelle e dalla Lega (ma anche secondo parlamentari di matrice Dem), di fatto esistevano soltanto per il morbillo. Tant'è: il decreto legge è approdato in Parlamento, dove è stato profondamente modificato dal Senato, che ne ha smussato le caratteristiche più aspre. Come le multe stellari, fino a 7.500 euro, per i “no vax”, o come l'originaria lista di 12 vaccinazioni (inclusi meningococco B e C che ora diventano consigliati). Di più: solo sei vaccinazioni (l'esavalente) sono permanentemente obbligatorie, mentre di altre quattro andrà rivista eventualmente l'obbligatorietà, sulla base delle verifiche triennali cui saranno sottoposti i relativi dati epidemiologici. Per le obbligatorie, poi, sarà possibile (almeno in teoria e nei limiti di spesa Ssn) ricorrere alle formulazioni monocomponenti, nel caso in cui il minore sia già immunizzato per malattia naturale.


Sul fronte organizzativo sono state poi introdotte altre novità importanti, come l'Anagrafe vaccinale nazionale, chiesta in primis dalle Regioni, e come l'alleggerimento del carico in capo alle famiglie: di fatto, delle incombenze burocratiche si faranno carico, a partire dall'anno scolastico 2019/2020, scuole e Asl, impegnate in un dialogo continuo. A partire dal 2019-2020 saranno le scuole a trasmettere alle aziende sanitarie (entro il 10 marzo) l'elenco degli iscritti: entro il 10 giugno le Asl restituiranno la lista degli alunni non in regola con il calendario vaccinale e che non siano stati esonerati dall'obbligo. Nei dieci giorni successivi, i dirigenti scolastici chiederanno ai genitori di depositare, entro il 10 luglio, la documentazione comprovante l'avvenuta vaccinazione ovvero l'esonero, l'omissione o il differimento, oppure la prenotazione formale presso l'Asl. L'intero sistema andrà a regime di fatto tra due anni scolastici.


Il prossimo settembre si inaugura invece una fase di transizione, basata sull'autocertificazione delle famiglie in regola e sulla presentazione delle prenotazioni delle sedute vaccinali all'Asl. Per snellire le procedure, la prenotazione i potrà avvenire, gratuitamente, anche nelle farmacie aperte al pubblico, attraverso il Cup.
Il rispetto dell'obbligo costituisce (come nella versione originaria del decreto) requisito d'accesso a nidi e materne (da zero a sei anni). La mancata vaccinazione non preclude invece l'iscrizione alle scuole dell'obbligo. Per le famiglie inadempienti si prevedono multe massime fino a 500 euro, mentre è stato cancellato ogni riferimento a segnalazioni delle Asl alle Procure presso i Tribunali per i minori.


La legge destina fino a 1,4 milioni di euro (359mila per il 2017 e 1,076 milioni per l'anno 2018) per la «Definizione delle procedure di ristoro dei soggetti danneggiati da trasfusione o da vaccinazioni obbligatorie». E il ministero della Salute è autorizzato, a questo fine, ad avvalersi di un contingente di venti unità di personale (20 comandi) in più. l ministero della Salute promuoverà campagne di comunicazione e informazione per illustrare e favorire la conoscenza della nuova legge, anche in collaborazione con medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacisti.


Insieme al Miur, la Salute avvierà, per l'anno scolastico 2017-2018, iniziative di formazione del personale docente e iniziative di educazione degli alunni e degli studenti sui temi della prevenzione sanitaria e, in particolare, delle vaccinazioni, anche con il coinvolgimento delle associazioni di genitori e con le associazioni di categoria delle professioni sanitarie.
Per gli operatori sanitari non scatta alcun obbligo a vaccinarsi. Ma entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto, gli operatori scolastici, i sanitari e gli operatori sociosanitari dovranno comprovare la propria situazione vaccinale.


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