Famiglie e studenti

Quelle scelte tra fame di lavoro e la precarietà dell’infrastruttura informatica della Pa

di Eugenio Bruno

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Nei 650mila aspiranti prof, che hanno preso d’assalto (mandandolo in tilt) il sito del ministero dell’Istruzione per aggiornare le graduatorie di istituto e candidarsi a una supplenza breve, c’è una fotografia fedele del paese reale. Di quell’Italia che, secondo l’Ocse, resta terz’ultima per occupati in età lavorativa e, a detta dell’Ue, quart’ultima per indice di digitalizzazione.

Come non vedere la fame di lavoro alla base della corsa a una cattedra, peraltro temporanea e solo eventuale, che è andata in scena nei giorni scorsi e che ha visto raddoppiare, da un anno all’altro, il numero degli interessati all’inserimento in II (se già abilitati) o in III fascia (se semplici laureati) ? Risultato: la piattaforma web per la scelta delle 10 (0 20 scuole) in cui insegnare si è fermata per ore. Come già accaduto in passato sia per le iscrizioni online da parte delle famiglie che per l’invio del plico telematico alle commissioni di maturità. A testimonianza della precarietà che ancora attanaglia l’infrastruttura informatica delle nostre Pa. E che ha fatto rimpiangere ai più la vecchia procedura cartacea.


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