Famiglie e studenti

Dalle elementari in su resta il gap Nord-Sud nei livelli di apprendimento

di Eu. B.

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Rimane in Italia il gap tra Nord e Sud nell'apprendimento di matematica e italiano, ma si riduce nel Mezzogiorno la variabilità di esiti tra le classi, cioè la differenza di punteggio nelle prove tra le classi dello stesso istituto. Sono questi, in sintesi, i principali risultati delle Rilevazioni nazionali degli apprendimenti 2016-17, contenuti nel Rapporto Invalsi presentato oggi al Miur e in parte anticipati su Scuola24 di ieri.

Il gap si allarga in terza media
Le differenze di esiti delle prove di italiano e matematica tra macro-aree regionali cominciano - si legge nel Rapporto - a emergere in terza media e si confermano e consolidano ulteriormente in seconda superiore. Fino alla scuola primaria, infatti, i risultati del Nord-Est (Bolzano, Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna), del Centro
(Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo) e del Sud (Abruzzo, Campania, Molise, Puglia) sono «relativamente uniformi» e differenze significative rispetto alla media nazionale si osservano solo per il Nord-Ovest (Valle d'Aosta, Piemone, Lombardia e Liguria), sopra la media, e per il Sud e Isole (Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), al di sotto della media.

La variabilità di risultati tra istituti e classi della stessa area geografica.
Nonostante nel Mezzogiorno sia «molto elevata», «si osserva una riduzione
sensibile della variabilità degli esiti tra le classi nelle regioni del Mezzogiorno, aspetto molto importante per favorire l'equità del sistema scolastico, specie nel suo segmento primario».
In generale, tra le regioni con le migliori performance ci sono Friuli, Veneto, Lombardia e provincia di Trento. «Particolarmente buoni», nel caso della primaria, i risultati di
Molise e Basilicata. Mentre «nettamente al di sotto della media nazionale» in tutti i livelli scolastici, Calabria e Sicilia.


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