Famiglie e studenti

Conto alla rovescia per le prove di terza media: ancora per quest’anno ammessi con il 6 in tutte le materie

di Laura Virli

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Dal prossimo anno il Dlgs n. 62 del 13 aprile 2017, uno degli otto decreti attuativi della «Buona Scuola», esplicherà i suoi effetti cosicché gli esami di Stato conclusivi del primo ciclo cambieranno il loro volto. Tra le novità più importanti la riduzione delle prove poiché la prova scritta a carattere nazionale, scelta dal Ministro tra quelle definite annualmente dall’Invalsi, secondo la L. 176/2007, si svolgerà nel mese di aprile, prima degli esami.

Ma entriamo nel dettaglio di ciò che succederà tra pochi giorni.

L’ammissione agli esami
Terminate le lezioni, si svolgeranno gli scrutini finali per sancire l’ammissione agli esami. Secondo quanto previsto dalla L. 176/2007 il consiglio di classe formula un giudizio di idoneità o di non ammissione sulla base della valutazione degli apprendimenti conseguiti e previo accertamento della prescritta frequenza ai fini della validità dell'anno scolastico (3/4 del monte orario complessivo). Ancora per una volta, per essere ammessi, è necessario aver conseguito la sufficienza in tutte le materie e nel comportamento, mentre dal prossimo anno scolastico la presenza di tutti sei in pagella non sarà requisito d’accesso obbligatorio e l’eventuale non ammissione dovrà essere debitamente motivata dal consiglio di classe. Sempre per il prossimo anno la partecipazione alle prove Invalsi costituirà requisito d’accesso, senza però influire sul voto finale.

La commissione
La commissione d’esame è articolata in sotto-commissioni, una per ogni classe terza, composte dai docenti del consiglio di classe; svolge le funzioni di presidente il dirigente scolastico proveniente da un altro istituto. Dal prossimo anno tale ruolo, ricoperto ancora per quest’anno da un esterno, sarà svolto dal dirigente scolastico della scuola stessa, o, in caso d’impedimento o reggenza, da un suo collaboratore delegato.

Il calendario delle operazioni
Dopo la prova scritta nazionale di italiano e matematica predisposta dall’Invalsi che si svolgerà il 15 giugno si procede con le prove scritte che riguardano le seguenti materie: Italiano, Lingue comunitarie, Matematica ed elementi di scienze e tecnologia. Le prove scritte a carattere non nazionale possono tenersi in una data precedente o successiva quella nazionale. Il calendario delle prove scritte a carattere non nazionale è fissato dal dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti; il preside decide anche l'ordine delle materie e può organizzare le prove scritte anche con un giorno di intervallo tra l'una e l'altra prova. Per le due lingue comunitarie è anche possibile far svolgere le prove scritte delle due lingue in modo autonomo, e con autonoma valutazione separata, ovvero in due giorni separati, in modo autonomo e con valutazioni separate.
Spetta, invece, al presidente di commissione a definire nella seduta di insediamento il diario dei colloqui, di norma, effettuati dopo le prove scritte.

Le prove scritte
La prova di italiano, volta ad accertare la coerenza e la organicità del pensiero, la capacità di espressione personale e il corretto ed appropriato uso della lingua, ha durata di 4 ore.
La prova di matematica ed elementi di scienze e tecnologia, tesa a verificare le capacità e le abilità essenziali indicate nel curricolo di studi, dura 3 ore così come le prove di lingua comunitaria.
La scelta delle tracce avviene secondo disposizioni dettate dall'art. 85 del R.D. n, 653/1925.
La valutazione della prova nazionale è definita sulla base di una griglia valutativa predisposta dall'Invalsi. La valutazione delle altre prove è espressa dalla commissione in decimi.

La prova orale
La prova orale consiste in un colloquio pluridisciplinare, condotto collegialmente alla presenza dell'intera commissione, che verte sulle discipline di insegnamento dell'ultimo anno. Il colloquio deve consentire di valutare la maturazione globale dell'alunno.
Dal prossimo anno, oltre a valutare le conoscenze descritte nelle “Indicazioni nazionali”, il colloquio dovrà accertare anche l'acquisizione delle competenze di cittadinanza, di argomentazione, di risoluzione di problemi e di pensiero critico e riflessivo.

La valutazione finale
La commissione attribuisce una valutazione complessiva espressa in decimi, sulla base delle risultanze complessive degli scrutini finali, del giudizio di ammissione, delle prove scritte, inclusa ancora per quest'anno quella nazionale, e del colloquio. Conseguiranno il diploma gli studenti che otterranno una valutazione non inferiore a sei decimi.
Tutto l’iter descritto segue norme specifiche per particolari tipologie di alunni, tra cui gli ospedalizzati, quelli con cittadinanza non italiana, i disabili, gli adulti e i candidati esterni.


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