Famiglie e studenti

Calato il sipario anche sui lavori del “vertice” YounG7

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Chiuso il sipario sui lavori del YounG7 nel corso della cerimonia finale tenutasi il 25 maggio presso l’auditorium “Concetto Marchesi” del Palazzo della cultura di Catania, città che ha accolto in varie sedi, dal 23 maggio, 150 studenti provenienti da 34 scuole italiane di 18 regioni.
La manifestazione è stata voluta, in occasione della presidenza italiana del G7 di Taormina, dal Miur, e in particolare dalla Direzione per l’edilizia scolastica, fondi strutturali per l’istruzione ed innovazione digitale; l’organizzazione dei lavori è stata del liceo “Pascal” di Pomezia (Roma) con il supporto formativo dell’associazione United network.
Gli studenti partecipanti hanno simulato in lingua inglese i lavori negoziali del G7, sui sette temi della presidenza italiana - management of human mobility, prevention of terrorism, food security and nutrition, women and girls economic empowerment, energy and climate change, education, future of work and of welfare system.
Essi si sono confrontati sulle grandi sfide della società globalizzata, cercando soluzioni concrete a questioni scottanti. I Paesi rappresentati sono stati sette: Canada, Stati Uniti, Francia, Italia, Regno Unito, Germania e Giappone, e inoltre la Commissione dell’Ue e il Consiglio dell’Ue.
Ogni commissione al termine dei lavori ha redatto una dichiarazione finale, sintesi delle posizioni concordate rispetto ai diversi temi in agenda che sarà consegnata ai “grandi” leader, in un simbolico passaggio di consegne dalle generazioni future a quelle presenti.

Numerosi i premi assegnati per i migliori studenti, commissioni e scuole partecipanti.
Tutti i giovani “delegates” hanno comunque dimostrato che, con entusiasmo e preparazione, molto si può ottenere. I “grandi del G7” avrebbero dovuto vedere con quale determinazione gli studenti si sono battuti per le loro idee per poi arrivare necessariamente in soli tre giorni a una sintesi finale.
La stessa ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, intervenuta alla cerimonia inaugurale tenutasi al teatro Sangiorgi di Catania, ha sottolineato come è «molto importante dare agli studenti la possibilità di immaginarsi come responsabili del G7, sapendo che ci sono provenienze di Stati differenti, obiettivi che vanno dichiarati ma con finalità comuni e quindi in grado di costruire una discussione e ottenere dei risultati con la massima convergenza possibile su temi importanti come la sostenibilità ambientale, sociale, il contrasto al terrorismo … . Questa esperienza è istruzione, educazione, è scuola oltre la scuola. Decidere per sé stessi, per gli altri, per il mondo è un esercizio importante di responsabilità e di acquisizione di competenze … I giovani hanno una visione propria del mondo … importante consentire loro di mettersi in quella dimensione e noi, adulti, vedere cosa dicono e cosa ci propongono».


Alla cerimonia inaugurale sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco e il rettore dell’università di Catania e si è esibita l’orchestra dell’istituto musicale “Bellini”.
Tra i numerosissimi eventi, menzione particolare meritano la “Notte al museo” presso il Castello Ursino, il “concerto” in piazza Teatro Massimo, la visita della città organizzata dalla società Dante Alighieri con il supporto degli studenti del liceo “Cutelli” e la gita in barca a vela organizzata dall’istituto nautico “Duca degli Abruzzi”.
Ma ancora più importanti e stimolanti sono le nuove relazioni intrecciatesi che arricchiranno l’esperienza di YounG7. L’auspicio è che questo progetto pilota diventi una realtà consolidata all’interno della rete di scuole, qui realizzata, una best practice da far crescere e migliorare, con il ministero dell’Istruzione come “cabina di regia”, che abbia la visione degli studenti, coloro che in questi giorni grazie al loro merito hanno avuto l’opportunità di fare un’esperienza concreta. Forse “L’isola che non c’è” è diventata realtà.


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