Famiglie e studenti

Poli per l’infanzia verso il debutto

di Fr. Mal.

I Poli per l’Infanzia sono una novità del nuovo sistema integrato di educazione e istruzione per i bambini da 0 a 6 anni di età. Riuniranno in un unico fabbricato, o in edifici vicini tra loro, più strutture dedicate all’educazione e istruzione per i piccoli all’interno di uno stesso percorso educativo, dal nido agli spazi gioco, fino alla scuola dell’infanzia.

L’obiettivo del Miur è quello di creare dei veri e propri «laboratori permanenti di ricerca, innovazione, partecipazione e apertura al territorio». L’idea è che i bambini possano compiere in questi nuovi centri tutto il loro percorso di educazione e formazione pre-scolastica, dalla nascita fino all’ingresso alle elementari. Il polo dovrà offrire un servizio flessibile alle famiglie e utilizzare al meglio le risorse a disposizione, grazie anche alla condivisione degli spazi a disposizione e a quella del personale altamente qualificato.

Le risorse per favorire la costruzione di nuovi edifici destinati ad ospitare i poli arrivano dall’Inail, nell’ambito degli investimenti immobiliari previsti dal piano di impiego dei fondi disponibili di cui all’articolo 65, legge 153/1969, che destina risorse fino ad un massimo di 150 milioni di euro per il triennio 2018-2020, incluse le risorse per l’acquisizione delle aree che dovranno ospitare i nuovi edifici-laboratorio. A carico dello Stato, per un ammontare di 4,5 milioni di euro a partire dal 2019, rimarranno invece le spese per il canone di locazione che i poli dovranno poi corrispondere all’Inail.

Ruolo delle Regioni

Toccherà alle regionii, d’intesa con gli uffici scolastici regionali, costituire i poli per l’infanzia, tenendo conto delle proposte avanzate dagli enti locali. I nuovi centri per l’educazione dei piccolissimi potranno essere costituiti anche presso direzioni didattiche o istituti comprensivi del sistema nazionale di istruzione e formazione, ma non saranno organismi dotati di autonomia scolastica.

Il Miur, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto attuativo, si è impegnato a ripartire le risorse disponibili tra le regioni e individuare i criteri per l’acquisizione delle manifestazioni di interesse degli enti locali proprietari delle aree e interessati alla costruzione dei poli innovativi per l’infanzia. A loro volta, poi, le Regioni avranno tre mesi di tempo per selezionare i progetti migliori sul proprio territorio, da uno fino ad un massimo di tre progetti di polo.

Progetti nuovi edifici

A questo punto toccherà al ministero dell’Istruzione indire un concorso d’idee con procedura aperta per raccogliere le proposte progettuali per la realizzazione dei nuovi edifici. È prevista la costruzione di almeno un nuovo polo per ciascuna regione. I progetti saranno valutati da una commissione nazionale di esperti che selezionerà, per ciascuna area d’intervento, i primi tre progetti classificati. Toccherà, infine, agli enti locali proprietari delle aree affidare i successivi livelli di progettazione (preliminare, definitivo ed esecutivo) ai soggetti individuati dal concorso bandito dal Miur.

A partire dal prossimo anno, secondo quanto previsto dalla programmazione unica triennale (articolo 10 del Dl 104/2013), saranno dichiarati ammissibili ai finanziamenti anche gli interventi di ristrutturazione, miglioramento e riqualificazione di edifici pubblici destinati ad ospitare i servizi per l’infanzia da 0 ai sei anni, compresi gli interventi di adeguamento antisismico e di efficientamento energetico.


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