Famiglie e studenti

Alternanza e reti territoriali, ecco l’istituto agrario del futuro

di Ugo Virdia

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Ormai è evidente le reali possibilità per un istituto scolastico di fare svolgere 400 ore di alternanza scuola lavoro a centinaia di studenti è un’impresa che non interessa solo l’impegno di qualche insegnante e dirigente nel ricercare aziende sensibili ai problemi occupazionali o interessate a relazionarsi con giovani capaci di lavoro. Né la soluzione è nell’interpretare in modo ampio il concetto di lavoro associando alle attività di alternanza nuove lezioni, magari sul lavoro, che esulano dall’esperienza diretta in un ambiente produttivo reale.

Le sinergie territoriali
I dirigenti e le scuole che da tempo affrontano il problema sanno che la sfida si gioca sul piano strategico della creazione di sinergie territoriali che mettono assieme aziende e scuole in una prospettiva comune di sviluppo di produttività e gestione di risorse umane. Ma su quali basi avviene questo incontro? Quali visioni educative? Quali valori di impresa? Quali protagonismi possibili degli attori in gioco? Gli istituti agrari dispongono di una importante tradizione che poggia le sue basi sulle scuole di agricoltura istituite con regio decreto. Già dai primi anni dell’ottocento hanno formato i contadini, i fattori, i tecnici, gli imprenditori che hanno poi preso in carico campagne e aziende garantendo innovazione, ricerca, e soprattutto tramandando tecniche e valori di tenuta produttiva delle campagne. Sono scuole con loro autonome aziende produttive utilizzate come laboratorio per gli alunni già dai primi anni di scuola superiore. Scuole con uffici vendita per il pubblico. Scuole che dispongono di autisti per facilitare la mobilità degli studenti nelle aziende agricole vicine, aziende che spesso sono condotte da ex alunni delle stesse scuole. Un circuito virtuoso che permette di interpretare al meglio il concetto di scuola lavoro.

L’iniziativa
All’istituto agrario di Firenze sabato 20 maggio alle 16 in una mostra convegno viene presentato uno scorcio di queste scuole. Gli istituti illustreranno la nascita delle Regie Scuole di Agraria e le attività svolte nel tempo. La storia delle tenute, i personaggi, le tecnologie agricole storiche e l’evoluzione verso quelle attuali giungendo alle tecnologie innovative attuali come agricoltura di precisione, la lotta biologica, ecc. Il percorso è integrato con illustrazioni di orti, giardini, coltivazioni, allevamenti, strumentazioni. Sottolineando il rapporto con il territorio e l’esperienza di lavoro per gli studenti. Contestualmente con l'aiuto del professor Claudio Peri e della accademia dei Georgofili si lancerà una sfida per una governo del territorio nel quale le scuole possano dire la loro in merito a valori e prospettive di coesione e qualità. La prospettiva è di orientare le partnership tra scuola e lavoro e dare reddito ai futuri diplomati approfondendo il modello delle Comunità di Filiera. Responsabili di azienda, dirigenti delle scuole e insegnanti discuteranno di un modello organizzativo delle filiere alimentari per valorizzare produzioni locali di eccellenza legandosi a tradizioni, biodiversità, aggregati sociali del territorio. Un modello basato sull’uso intelligente ed efficace dei nuovi strumenti della comunicazione per creare occasioni di profitto anche a livello della piccola scala produttiva, per rendere la filiera trasparente al consumatore finale, per ripartire equamente il valore aggiunto fra tutti gli operatori della filiera, per proteggere le tradizioni e l'approccio artigianale all'eccellenza alimentare. Un filo rosso che colloca l’esperienza di scuola lavoro in un contesto valoriale che la protegge e la rilancia sul piano della significatività sociale ed educativa.


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