Famiglie e studenti

Il Convitto di Roma rafforza l’asse con la Cina. Fedeli: «Internazionalizzazione e alternanza cruciali»

di Manuela Perrone

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Nuovi protocolli di collaborazione con il Politecnico di Milano, quello di Torino, la Huawei e la China eastern airlines. Il Convitto nazionale Vittorio Emanuele II di Roma rafforza l’asse con la Cina, a beneficio in particolare degli studenti del liceo scientifico internazionale con opzione della lingua cinese che potranno realizzare esperienze di alternanza scuola-lavoro in grandi imprese, ed essere orientati, nel contempo, verso Università italiane in partnership con quelle cinesi. Le intese sono state sottoscritte ieri nella sede convittuale, presente la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. Convinta che «l’internalizzazione dei percorsi didattici è la chiave per per accedere ai saperi globalizzati e per realizzare progetti tesi a costruire una cittadinanza prima europea e poi mondiale». Insieme alla costruzione di una “filiera della formazione”, «arricchita anche da esperienze di alternanza scuola-lavoro, uno dei punti più innovativi della Buona Scuola, tutte focalizzate nei rapporti con la Cina, soprattutto nei settori scientifici e tecnologici».

Il metodo del “reverse mentoring”
La ministra ha elogiato il modello Convitto, in cui il percorso di alternanza prevede che l’esperienza formativa si svolga all’interno di università, aziende, enti e associazioni sulla base del metodo del “reverse mentoring”. Utile per diversi processi, dallo scambio di contenuti intergenerazionali al superamento del digital divide, dallo sviluppo della leadership alla capacità di project management. È quell’«inscindibile nesso tra teoria e prassi» evidenziato dal rettore del Convitto, Paolo Reale, «che si prefigge di assicurare il sostegno costante a ragazze e ragazzi impegnati nel duro mestiere di studenti». I risultati si vedono: gli allievi del quinto anno del convitto, come ha ricordato Fedeli, «hanno ricevuto offerte di ammissione con borse di studio per merito per 1,2 milioni di dollari dai più prestigiosi programmi universitari americani».

Mani tese dai Politecnici di Milano e Torino
La firma dei protocolli è il coronamento di un percorso cominciato da tempo, quando il Convitto ha scelto di scommettere con decisione sull’internazionalizzazione e sull’apertura alla Cina, grazie anche alla collaborazione dell’Istituto Confucio dell’Università La Sapienza, che ha anche sottoscritto gli accordi con Huawei e China eastern airlines. Con la prorettrice del Politecnico di Torino, Michela Meo, il prorettore del polo territoriale cinese del Politecnico di Milano, Giuliano Noci, ha sottolineato l’«ottica pionieristica» con cui i due atenei quindici anni fa hanno investito nei rapporti con il gigante asiatico. Ma anche il fatto che il protocollo con il Convitto sia «un unicum per il Politecnico, merito della consapevolezza della qualità straordinaria della scuola».

Fedeli: «Erasmus sia esteso alle superiori»
La ministra ha riconosciuto come valore essenziale della scuola non solo «la costruzione di saperi e competenze fondamentali», ma il fatto di educare ragazze e ragazzi «a crescere come cittadini italiani, europei e del mondo». Più facile in istituti d’eccellenza come il Convitto, «un esempio di integrazione delle politiche educative nazionali e internazionali», molto meno semplice altrove. «Ma quella è la sfida: è una buona pratica che mi piacerebbe fosse estesa: ci impegneremo», ha assicurato Fedeli. Rinnovando l’impegno a portare in sede europea la proposta che la possibilità dell’Erasmus sia estesa anche alle scuole superiori e che si comincino a ottenere «borse di studio per ragazze e ragazzi di talento che però vengono da famiglie che non possono permettersi di sostenere questi percorsi». La rimozione degli ostacoli al pieno sviluppo della persona umana, come indica l’articolo 3 della Costituzione. Quello che dovrebbe essere l’obiettivo della scuola pubblica, laica, democratica e inclusiva che l’Ocse ancora ci riconosce come merito.


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