Famiglie e studenti

“Supereroifragili”, a Rimini confronto internazionale sugli adolescenti

di Maria Cristina Tubaro

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Oltre 70 relatori e più di 1.000 partecipanti, 2 sessioni plenarie, 4 tavole rotonde, 28 workshop per “Supereroifragili”, il 2° convegno internazionale organizzato dal Centro studi Erickson a Rimini, svoltosi il 5 e 6 maggio. Appuntamento dedicato agli adolescenti, per parlare di popolarità, ritiro sociale, disturbi psicopatologici, dipendenze, comportamenti autolesionistici, sessualità, cyberbullismo e hate speech, famiglia, scuola, contesti sociali. Tra i relatori Wim Meeus (professore università di Utrecht e di Tilburgche), Peter Uhlhaas (psicologo Istituto di neuroscienze e psicologia dell’università di Glasgow), Matteo Lancini (presidente Fondazione Minotauro), Daniele Novara (pedagogista esperto della gestione educativa della conflittualità adolescenziale), Gustavo Pietropolli Charmet (tra i più importanti psichiatri e psicoterapeuti italiani), Stefano Laffi (ricercatore esperto in culture giovanili), lo psicoanalista Massimo Ammaniti, Vincenza Pellegrino.


«Quando si pensa all’adolescente di oggi - afferma Dario Ianes, co-fondatore delle Edizioni Centro studi Erickson, docente di pedagogia speciale e coordinatore scientifico del convegno - lo si immagina con un sé grandioso, smisurato, e proprio per questo fragile: spesso, infatti, alterna comportamenti grandiosi con atteggiamenti di insicurezza. E proprio in queste situazioni gli adulti che si relazionano con gli adolescenti hanno paura del conflitto, e del possibile dolore che segue la rottura. Dimenticandosi che il conflitto può essere anche sano e che è possibile affermare i propri valori dando una dimostrazione concreta, dialogando e ascoltando i diversi punti di vista, invece di imporre semplicemente una regola».


Attraverso sei parole chiave, il convegno ha raccontato il mondo degli adolescenti, superando stereotipi e false credenze.
La prima è #navigati: gli adolescenti vivono immersi nella rete. Il 60% di loro accede ai social network anche a scuola, durante le ore di lezione, comunicando fra loro con Whatsapp. Il loro rapporto con il mondo online è strettissimo e continuo e può tradursi sia in comportamenti negativi (come l’isolamento rispetto al mondo reale) sia in comportamenti positivi, come dimostra il caso di Bianca Chiabrando, studentessa milanese, esempio virtuoso del rapporto tra social network e scrittura.


Ci sono poi i #migranti, gli adolescenti stranieri che si trovano a fronteggiare, spesso da soli, un nuovo mondo e una nuova lingua. A seguirli in questo percorso ci sono i tutor, spesso studenti universitari, molti dei quali immigrati, in grado di comprendere il disagio di chi si trova a vivere in terra straniera.


Il terzo grande tema riguarda il confronto (#allospecchio) che, da sempre, rappresenta uno degli elementi critici per la costruzione di un’identità personale e che, oggi, avviene prevalentemente online: il numero di like e followers sembra definire il proprio successo o insuccesso.


La quarta parola chiave del convegno (#vulnerabili) riguarda il disagio che, spesso, si manifesta attraverso atti di autolesionismo (soprattutto fra le ragazze) e disturbi di comportamenti alimentari che arrivano in età sempre più precoce (anche otto anni) e in forma talmente grave da richiedere il ricovero ospedaliero. Un intervento tempestivo può essere risoutivo nel 70-90% dei casi.


Sempre più preoccupante, poi, il numero dei #ritirati, quegli adolescenti (prevalentemente maschi, tra la terza media e il primo liceo) che abbandonano scuola e contesti sociali e si rifugiano in internet. Un fenomeno che riguarda 120.000 adolescenti.


Quinto degli highlights è #infamiglia: famiglie in continua trasformazione, nelle quali sia i genitori che i figli faticano a diventare adulti e le differenze generazionali sembrano annullarsi, perdendo di vista i ruoli e le gerarchie.


Adolescenti #liquidi, presi da continui cambiamenti fisici, cognitivi e relazionali, che rendono sempre più difficile la costruzione di un’identità personale soprattutto in una società in cui sembrano annullarsi le distinzioni di genere.


Sei parole chiave per descrivere un mondo vario e complesso, che merita attenzione, studio, esperienza e alla cui conoscenza il convegno vuole contribuire.


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