Famiglie e studenti

Dal nido alle superiori, documenti su misura per gli sconti nel 730

di a cura Alfredo Calvano e Attilio Calvano

Spese di istruzione e benefici fiscali: sul punto va segnalato innanzitutto come e quanto è cambiato l’ambito di applicazione. Merito della legge 107/2015, che - oltre a riformulare il contenuto della principale norma di riferimento (l’articolo 15, comma 1, lettera e, del Tuir) - ha ampliato, con l’introduzione della lettera e-bis), la platea delle situazioni che possono fruire dello specifico sconto d’imposta.

L’assetto normativo risulta ora così configurato:

detrazione per la frequenza di corsi di istruzione universitaria in atenei statali e non statali (lettera e);

detrazione del 19% - per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado - su un importo annuo non superiore a 564 euro (il precedente limite era di 400 euro) per alunno o studente (lettera e-bis).

Più in dettaglio, è stato aggiunto al novero dei preesistenti livelli formativi (università e corsi di istruzione secondaria, vale a dire scuola media e superiore) quello delle scuole dell’infanzia e primaria (ex materna ed elementare) siano esse statali, paritarie private o degli enti locali. L’aspetto fiscale di questo ciclo “formativo” viene completato dalla detraibilità delle rette per la frequenza degli asili nido, riconosciuta in via autonoma dalla legge 203/2008.

Con e senza limite

In merito alla natura delle spese detraibili, la lettera e-bis reca un generico riferimento alle spese di “frequenza”, tra cui è agevole collocare le tasse di iscrizione, i contributi obbligatori (e quelli volontari deliberati dagli istituti o dai loro organi e vincolati alla frequenza scolastica dello studente), come confermato dalla circolare 3/E/2016. Quest’ultima, nel prospettare un’ampia gamma di ipotesi, si è limitata però a esemplificare, oltre alle prime, le spese per la mensa scolastica; successivamente (con la risoluzione 68/E/2016) l’ambito è stato esteso ai servizi integrativi come il pre e il post scuola e l’assistenza al pasto, anche se sono resi tramite il Comune o altri soggetti terzi, e non sono stati deliberati dagli organi di istituto. Ulteriori fattispecie detraibili sono state individuate nelle spese per gite scolastiche, assicurazione della scuola e ogni altro contributo finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto, come corsi di lingua, teatro eccetera (benché non esemplificate, appare inevitabile ricomprendere le spese per attività sportive), svolti anche fuori dall’orario scolastico e senza obbligo di frequenza (circolare 7/E/2017).

Queste spese non vanno confuse (e soprattutto non sono cumulabili) con i contributi a istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari, contemplati dalla successiva lettera i-octies dell’articolo 15 del Tuir, detraibili senza limite di importo anche se non deliberati dall’istituzione scolastica e non vincolati alla frequenza, da parte dello studente, della scuola beneficiaria. A margine di questa amplia apertura, non è dato tuttavia di comprendere il motivo per il quale restino esclusi dalla detrazione l’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici e le spese per il trasporto scolastico ancorché funzionali alla “frequenza” della scuola.

La documentazione

Sotto l’aspetto formale, occorre che gli esborsi vengano supportati:

per le spese di iscrizione e frequenza, da ricevute/quietanze recanti importo e titolo di erogazione;

per il servizio mensa , dalla ricevuta del bollettino postale o del bonifico bancario intestati al soggetto destinatario del pagamento, e con una causale in cui vanno riportati l’indicazione del servizio, la scuola di frequenza e il nome e cognome dell’alunno (per il pagamento in contanti o con l’acquisto di buoni in formato cartaceo/elettronico, è richiesta, in esenzione di bollo, l’attestazione del soggetto che ha ricevuto il pagamento o della scuola che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno e i dati dell’alunno o studente);

per le gite scolastiche, i corsi di lingua e altre iniziative simili, da ricevute o quietanze di pagamento con gli importi sostenuti a tale titolo e i dati dell’alunno o studente (qualora il pagamento sia stato effettuato nei confronti di soggetti terzi, occorre l’attestazione dell’istituto scolastico dalla quale si rilevi la delibera di approvazione e i dati dell’alunno o studente).

La circolare 7/E ha escluso che i documenti di spesa carenti dei dati relativi all’alunno o alla scuola possano essere integrati a posteriori.

Una disciplina specifica non codificata, come si accennava, viene riservata alla detrazione delle rette per la frequenza degli asili nido (destinati a bambini di età compresa fra i tre mesi e i tre anni), da calcolare nella misura del 19% su un importo non superiore a 632 euro per ogni figlio iscritto. L’ assetto del nido può essere sia pubblico che privato (circolare 6/E/2006).Vengono assimilate agli asili nido le strutture che offrono al loro domicilio servizi di cura ed educazione all’infanzia, definite Tagesmutter, purché rispettino le medesime caratteristiche di una prestazione erogata in un asilo nido pubblico o privato (circolare 11/E/2014).

Sul terreno di gioco

Per lo sport dilettantistico dei ragazzi di età tra i cinque e i 18 anni, spetta al contribuente di cui essi sono fiscalmente a carico una detrazione del 19% su un importo di 210 euro (l’importo va inteso quale limite massimo per entrambi i genitori per ogni figlio).

La pratica sportiva è possibile all’interno di associazioni sportive (che evidenzino nella propria denominazione la finalità sportiva e la natura dilettantistica), palestre, piscine, impianti polisportivi (agonistici e non) sia pubblici che privati, anche in forma d’impresa (individuale o societaria). Nel bollettino/fattura di pagamento vanno specificati i dati del percettore, la causale, lo sport esercitato, l’importo pagato, i dati anagrafici del ragazzo e il codice fiscale di chi effettua il versamento: tutte indicazioni che vanno fornite anche se il pagamento avviene a favore del Comune che ha stipulato una convenzione con le strutture sportive (circolare 20/E/2011).


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