Famiglie e studenti

Certificazione più rigorosa e sarà valutata l’inclusione

di Franco Portelli

Una scuola più inclusiva per rispondere ai differenti bisogni educativi degli alunni in situazione di handicap, è l’obiettivo dello schema di decreto legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità.

Coinvolti in questo processo educativo tutte le componenti scolastiche, attraverso la condivisione del progetto individuale fra scuole, famiglie e altri soggetti, pubblici e privati, operanti sul territorio, rafforzando il ruolo della famiglia e delle associazioni nei processi di inclusione.

Lo Stato deve provvedere all’assegnazione, nella scuola statale, dei docenti per il sostegno didattico e, per la prima volta, deve anche tener conto della presenza di alunni con handicap certificato nella definizione dell’organico del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata). Provvederà, inoltre, all’assegnazione dei collaboratori scolastici anche per lo svolgimento dei compiti di assistenza, nell’ambito delle risorse umane disponibili e assegnate a ciascuna istituzione scolastica. Gli enti locali sono chiamati, invece, ad assicurare gli interventi necessari per garantire l’assistenza per l’autonomia e per la comunicazione personale, i servizi per il trasporto per l’inclusione scolastica, l’accessibilità e la fruibilità degli spazi fisici delle scuole.

La qualità dell’inclusione scolastica sarà valutata. L’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione (Invalsi), sentito l’Osservatorio per l’inclusione scolastica, provvederà a definire gli indicatori per la valutazione della qualità dell’inclusione scolastica. Arrivano modifiche anche nelle procedure di certificazione e documentazione per l’inclusione scolastica.

La domanda

La domanda per l’accertamento della disabilità in età evolutiva è presentata all’Istituto nazionale previdenza sociale (Inps), che vi dà riscontro non oltre 30 giorni dalla data di presentazione. Le commissioni mediche, in caso di accertamenti che riguardino persone in età evolutiva, saranno composte da un medico legale (presidente), e da due medici specialisti, scelti fra quelli in pediatria, in neuropsichiatria infantile o nella specializzazione inerente la condizione di salute del soggetto. Tali commissioni sono integrate da un assistente specialistico o dall’operatore sociale, individuati dall’ente locale, nonché dal medico Inps. In seguito, bisognerà redigere un profilo di funzionamento, ai fini della formulazione del progetto individuale e per la predisposizione del Piano educativo individualizzato (Pei).

Il Profilo di funzionamento, che ricomprende la diagnosi funzionale e il profilo dinamico-funzionale, è redatto dall’unità di valutazione multidisciplinare composta da un medico specialista o un esperto della condizione di salute della persona, uno specialista in neuropsichiatria infantile, un terapista della riabilitazione e un assistente sociale o un rappresentante dell’ente locale di competenza che ha in carico il soggetto.

Il Progetto individuale è redatto dal competente ente locale. Il Pei è elaborato e approvato dai docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori o dei soggetti che ne esercitano la responsabilità, delle figure professionali specifiche interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con l’alunno, con il supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare.

Il Piano

Il Piano per l’inclusione è predisposto dall’istituzione scolastica, nell’ambito della definizione del Piano triennale dell’offerta formativa. In ogni Ufficio scolastico regionale (Usr) è istituito il Gruppo di lavoro interistituzionale regionale (Glir) con compiti di consulenza, supporto ai Gruppi per l’inclusione territoriale (Git); supporto alle reti di scuole per la progettazione e la realizzazione dei Piani di formazione in servizio del personale della scuola. Presso ciascuna istituzione scolastica è istituito il Gruppo di lavoro per l’inclusione (Gli).

La quantificazione dei docenti di sostegno da assegnare avviene attraverso la proposta al Git da parte del dirigente scolastico, sentito il Gli e sulla base dei singoli Pei. Il Git verifica la quantificazione delle risorse di sostegno didattico effettuata da ciascuna scuola e formula una proposta all’Usr. L’Usr assegna le risorse nell’ambito di quelle dell’organico dell’autonomia per i posti di sostegno. Per gli alunni impossibilitati a frequentare, per un periodo non inferiore a trenta giorni di lezione, a causa di gravi patologie certificate, è prevista l’istruzione domiciliare, anche attraverso progetti che possono avvalersi dell’uso delle nuove tecnologie.


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