Famiglie e studenti

Alle elementari bocciatura solo in «casi eccezionali»

di Al. Silv.

Nessuno stravolgimento alla scuola primaria dalle deleghe della legge 107/2015: restano i voti numerici, ma devono essere legati alle competenze. Bocciature limitate a casi eccezionali, inglese nei test Invalsi per la quinta primaria. Maggiore importanza alle attività di “cittadinanza e Costituzione” che, dunque, saranno oggetto di valutazione.

Metodi di valutazione

Nessuna novità, quindi, per quanto riguarda la valutazione nella scuola primaria. Pur sottolineando il valore formativo della valutazione e il fatto che la stessa sia principalmente strumento per il miglioramento della qualità degli apprendimenti, si confermano i voti in scala decimale, ma si specifica che gli stessi devono essere ancorati all’esplicitazione dei livelli di competenze raggiunti dagli studenti. In caso di mancata o parziale acquisizione dei livelli di competenza richiesti, la scuola deve attivare opportune strategie ai fini del miglioramento.

I docenti di religione o attività alternativa partecipano alla valutazione degli alunni che si avvalgono di tali insegnamenti, mentre i docenti di sostegno si esprimono su tutti gli studenti della classe. Quei docenti che curano progetti nell’ambito dell’ampliamento dell’offerta formativa, forniscono ai docenti di classe utili elementi per la valutazione degli alunni coinvolti. La valutazione è integrata dalla descrizione del processo di acquisizione delle competenze e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto. La valutazione del comportamento è espressa tramite giudizio sintetico che accompagna la scheda di valutazione globale. Le attività di “cittadinanza e Costituzione” sono oggetto di valutazione.

La bocciatura nelle primarie

È inequivocabile: nella scuola primaria, salvo casi eccezionali, non si può bocciare. L’articolo 3 del decreto, infatti, così si esprime: «Le alunne e gli alunni della scuola primaria sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe di scuola secondaria di primo grado anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione». In tal caso, però, la scuola ha l’obbligo di attivare specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento. La possibilità di non ammettere alla classe successiva, tuttavia, rimane contemplata laddove sussistano eccezionali condizioni che devono, però, essere documentate. La deliberazione, in tal caso, deve essere adeguatamente motivata e assunta all’unanimità.

Prove Invalsi di inglese

Resta la prova Invalsi in seconda e quinta primaria, ma con una novità: gli studenti della quinta primaria, in coerenza con le “Indicazioni nazionali”, si cimenteranno anche con la prova di inglese, oltreché di italiano e matematica. Per la rilevazione di inglese, l’Invalsi predispone prove di posizionamento sulle abilità di comprensione e uso della lingua, coerenti con il Quadro comune di riferimento europeo per le lingue.

Certificazione di competenze

Al termine dei cinque anni di scuola primaria viene redatto uno specifico documento che attesta lo sviluppo dei livelli delle competenze chiave e delle competenze di cittadinanza progressivamente acquisite dalle alunne e dagli alunni. Tale documento tiene conto del profilo in uscita dello studente, così come descritto nelle “Indicazioni nazionali”, dell’eventuale piano didattico personalizzato, dei livelli di competenze raggiunti e anche degli esiti delle prove standardizzate nazionali.


© RIPRODUZIONE RISERVATA