Famiglie e studenti

Vaccini obbligatori per i bambini iscritti a materne e asili nido

di Antonello Cherchi

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Confermato l’obbligo di vaccinazione per i bambini che vogliano accedere alle scuole materne e agli asili nido del comune di Trieste. La conferma arriva dalla terza sezione del Consiglio di Stato che con l’ordinanza cautelare 1662 del 21 aprile 2017 ha ribadito quanto affermato dal Tar Friuli Venezia Giulia in sede di merito. Rimane, dunque, operativa la delibera 72 del 28 novembre 2016 del consiglio comunale di Trieste, la quale ha appunto stabilito che i bimbi tra 0 e 6 anni che intendono accedere ai servizi educativi comunali debbano essere vaccinati.

Il provvedimento contestato
Per alcuni genitori il provvedimento comunale era illegittimo perché non rispettava il principio di precauzione, sulla base del quale in assenza di una completa informazione da parte delle autorità sanitarie circa i costi-benefici delle vaccinazioni, l’obbligo risultava eccessivo. Non si poteva, infatti, escludere il rischio di reazioni nocive per la salute dei bambini sottoposti a vaccino. Per questo era stato presentato ricorso al Tar e non avendo ottenuto soddisfazione in primo grado, appello al Consiglio di Stato, chiedendo in prima istanza ai giudici di Palazzo Spada di sospendere gli effetti della sentenza del Tar e, di conseguenza, della delibera comunale.

Il parere di Palazzo Spada
Il Consiglio di Stato ha invece ribadito – per quanto in sede cautelare, ora si dovrà aspettare il merito - che le motivazioni della sentenza appellata sono coerenti «con il sistema normativo generale in materia sanitaria e con le esigenze di profilassi imposte dai cambiamenti in atto. E cioè minore copertura vaccinale in Europa e aumento dell’esposizione al contatto con soggetti provenienti da Paesi in cui anche malattie debellate in Europa sono ancora presenti e che, pertanto, non si pone in conflitto con i principi di precauzione e proporzionalità. Facendo leva su sottili argomenti di logica formale e invocando il principio del rasoio di Occam per ribaltare gli argomenti a favore del principio di precauzione, il giudice relatore Francesco Bellomo ha concluso che «la tutela della salute pubblica, in particolare della comunità in età prescolare, assume un valore dirimente, che prevale sulle prerogative sottese alla responsabilità genitoriale».


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