Famiglie e studenti

“Inspiring Girls”, progetto per la parità di genere rivolto ai ragazzi delle medie

di Maria Piera Ceci

S
2
4Contenuto esclusivo S24


I sogni dei più piccoli sono dettati ancora oggi dagli stereotipi di genere, se è vero che già all’età di 6 anni i bambini classificano certe professioni come maschili o femminili. A 8 limitano le loro aspirazioni in base al loro genere e a 13 molti di loro non aspirano più ad alcune professioni, perché considerate poco adatte al proprio genere. E allora è a scuola (oltre che in famiglia naturalmente) che è importante confrontarsi con esempi positivi che smontino gli stereotipi. E’ da qui che parte il progetto internazionale Inspiring Girls, dedicato a ragazzi e ragazze delle scuole medie di tutta Italia. A promuoverlo Valore D, associazione di imprese che promuove la diversità, il talento e la leadership femminile per la crescita delle aziende e del Paese, con la partnership di Eni ed Intesa Sanpaolo. L'idea è quella di promuovere negli istituti scolastici l'incontro con donne role model, che dimostrino che non esistono professioni per donne e professioni per uomini.

Il progetto
Il progetto durerà tre anni e punta a raggiungere circa 200 scuole e 25 mila alunni, a cominciare da Milano. Di ieri infatti il primo incontro proprio nel capoluogo lombardo, alla Fabbrica del vapore, dove gli studenti già coinvolti nel progetto #STEMintheCity lanciato dal comune di Milano hanno potuto incontrare donne impegnate in azienda, ma anche la chef Caterina Ceraudo, la direttrice tecnica di una squadra di calcio under 16 Patrizia Panico, il capitano dell’esercito Anna Polico.
«Abbiamo scelto delle donne che non sono superdonne, anzi sono donne straordinariamente semplici e normali, ma che si sono realizzate, che hanno una passione per quello che fanno, che hanno una vita privata, hanno dei figli, fanno un milione di cose», spiega Barbara Falcomer, direttrice generale di Valore D. «Mandarle nelle scuole e far vedere ciò che si può diventare, si può costruire e si può essere quello che si vuole è la cosa più facile per far vedere alle ragazze che aver fiducia in sé è la chiave di volta per poter essere quello che si vuole».

Parità di genere
Sembra incredibile che ci sia ancora bisogno di convincere i più giovani che non esistono lavori da maschio e lavori da femmina.
«Purtroppo sì. Tutte le ricerche ci dicono che la parità di genere è ancora molto lontana dall’essere raggiunta, proprio nelle ragazze e nei ragazzi più giovani gli stereotipi sono presenti anche in modo inaspettato. Prima dei dieci anni le bambine rinunciano a idee, prospettive e sogni proprio perché vengono connotati come un’esclusiva maschile. C’è quindi molto bisogno di far vedere che si può, che è facile, e di liberare le ragazze dagli stereotipi, intervenendo anche sui ragazzi perché supportino le ragazze nel raggiungimento dei loro sogni e dei loro obiettivi».

Il progetto Inspiring Girls è rivolto anche agli insegnanti. Secondo le statistiche infatti il 57% dei docenti e il 51% dei genitori ammette di avere dei pregiudizi di genere inconsapevoli rispetto alle diverse materie studiate e di pensare ancora che quelle più tecnico-scientifiche siano prevalentemente “cose da ragazzi”. Quindi c’è ancora molto da lavorare anche sugli adulti. Alla Fabbrica del vapore gli insegnanti hanno potuto partecipare ad un corso di formazione sui pregiudizi inconsapevoli che trasmettiamo a chi ci sta intorno, studenti compresi. Inspiring Girls diventerà poi una piattaforma digitale a cui le role model si iscriveranno e su cui le scuole potranno cercare le role model che preferiscono far incontrare ai propri studenti.


© RIPRODUZIONE RISERVATA