Famiglie e studenti

Il governo punta a rafforzare l’alternanza

di Mauro Pizzin

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Uno strumento per incentivare l'ingresso nel mondo del lavoro da parte dei giovani è quello dell'alternanza scuola-lavoro, su cui molto si sta scommettendo, potenziando nel contempo quello strumento dell'apprendistato e che in Italia ha sempre avuto poco appeal. Se ne è discusso nel corso del convegno “Tuttolavoro”, svoltosi ieri nella sede del Sole 24 Ore.

Secondo il consigliere economico della presidenza del Consiglio, Marco Leonardi, «quello dell'alternanza è stato uno strumento di grande successo negli scorsi anni, supportato dai tre anni di decontribuzione garantiti in caso di assunzione del giovane entro 6 mesi. Confermato quest'anno, si tratta di un incentivo da soppesare bene per il futuro».
L'alternanza, insomma, va presa molto seriamente. «Basti pensare - ha spiegato Leonardi - che in media un giovane un giovane in Italia ci mette 14 mesi per trovare un lavoro dalla data del diploma, mentre in Europa ne passano otto. Bisogna, quindi, intervenire prima dell'arrivo del titolo di studio».

Confindustria
Per il governo, su questo fronte, il lavoro non mancherà. «Se guardiamo ai dati di trend - ha chiarito Pierangelo Albini, direttore Area lavoro e welfare di Confindustria - si può osservare che risale alla fine dell'anni Settanta la difficoltà dei nostri giovani ad approcciare il mondo del lavoro. E quello del rapporto tra scuola e lavoro è uno dei temi su cui riflettere, anche perchè si è investito molto poco nell'orientamento, mentre altri ordinamenti hanno premiate forme di “contaminazione”. Noi adesso sperimentiamo l'alternanza, che non è una novità, ma la sua obbligatorietà prevista in tempi rapidi l'ha resa difficile da far quadrare: in particolare nei licei vedo molte difficoltà». Secondo Albini la difficoltà vera è quella di capire bene quale sia la vera natura dell'alternanza «che deve essere considerata un percorso educativo, scolastico, in cui un professore di fisica, ad esempio, può farti vedere in un'azienda i risultati della fisica applicata. Si tratta di un passaggio fondamentale, anche se magari ora c'è ancora una sorta di ritrosia verso questo mondo, che si constata anche solo osservando la spinta verso le lauree professionalizzanti rispetto agli istituti tecnici superiori. La verità è che dobbiamo ricercare percorsi adatti alle capacità delle persone: cosa difficilissima da dire in Italia anche ai genitori».

Del Conte: puntare anche su apprendistato
Secondo il presidente dell'Anpal, Maurizio Del Conte, che nel suo intervento ha cercato di dare una risposta anche al perchè l'apprendistato in Italia non sia mai riuscito a decollare, nonostante i numerosi interventi normativi, nel corso dell'avvicinamento del giovane al mondo del lavoro si deve pensare a diverse fasi. «I passaggi corretti - ha spiegato Del Conte - dovrebbero essere quelli dell'alternanza curricolare, dell'alternanza extracurricolare e, infine, dell'apprendistato. Si tratta di una filiera grazie a cui, “contaminando” gli studenti con l'impresa, può essere eliminata una certa diffidenza anche della scuola, per poi passare allo stage e, infine, all'apprendistato, quest'ultimo non più scollegato dagli altri e a questo punto strumento fondamentale e non semplice contratto in grado di ridurre i costi datoriali».


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