Famiglie e studenti

Più borse di studio e sconti sulle tasse

di Marzio Bartoloni e Claudio Tucci

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Stop alla «media del sei», alla nuova maturità, che debutterà nel 2019, gli studenti continueranno ad essere ammessi con la sufficienza in tutte le materie (ma anche con un cinque, se c’è l’ok del consiglio di classe); sparirà poi il «quizzone (la famigerata terza prova), gli scritti resteranno due, più l’orale; e ci si potrà sedere davanti ai commissari (tre esterni, tre interni, presidente di altra scuola) pure con una insufficienza, se motivata dal consiglio di classe.

Per i ragazzi di terza media le novità arriveranno già nel 2018: le prove d’esame scenderanno da sei (cinque scritti + colloquio) a quattro (tre scritti + colloquio), con il test Invalsi che resta, ma si svolgerà nel corso dell’anno (e non più alle verifiche finali). Cade invece, in questo grado di istruzione, la sufficienza in tutte le discipline: gli alunni potranno essere ammessi alla classe successiva e all’esame conclusivo «in caso di mancata acquisizione dei necessari livelli di apprendimento in una o più discipline».

Alla scuola primaria continuerà a valere la normativa vigente: la non ammissione è possibile solo in casi eccezionali e con decisione unanime dei docenti della classe. Ma con una novità: viene esplicitato che l’ammissione è prevista anche in caso di livelli di apprendimento «parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione». Le scuole dovranno attivare, anche questa è una novità, specifiche strategie di miglioramento per sostenere il raggiungimento dei necessari livelli di apprendimento da parte degli alunni più deboli.

Novità per famiglie e studenti sono contenute anche in un altro Dlgs, quello sul diritto allo studio, che vede triplicate le risorse, mentre nel decreto relativo all’inclusione se da una parte il tetto degli studenti per classe resta quello attuale (con un numero massimo di 20 alunni per classe in presenza di uno studente con grave disabilità) dall’altra vengono snellite le pratiche burocratiche e garantiti insegnanti di sostegno più formati e preparati. Con il sostegno che entra nell’autovalutazione delle scuole.

Per quanto riguarda il diritto allo studio, il Governo stanzia oltre sessanta milioni. In particolare passano da 10 a 30 milioni( diventano 39,7 a regime dal 2019) le risorse a disposizione per erogare borse di studio a favore degli studenti iscritti agli ultimi due anni delle superiori, per l’acquisto di libri di testo, per la mobilità e il trasporto, per l’accesso a beni e servizi di natura culturale. Altri 10 milioni l’anno (fino al 2019-2020) vengono stanziati per l’acquisto di sussidi didattici nelle scuole che accolgono alunni con disabilità. Ancora altri 10 milioni vengono investiti, dal 2019, per l’acquisto da parte delle scuole di libri di testo e di altri contenuti didattici, anche digitali.

Previsto poi l’esonero - in base all’Isee - dalle tasse scolastiche (circa 50 euro) per gli studenti delle quarte e delle quinte Superiori (si parte nel 2018-2019 con le quarte). La carta dello studente sarà assegnata anche a chi frequenta Accademie e conservatori e ai centri regionali per la formazione professionale. Supporto aggiuntivo per la scuola in ospedale e per l’istruzione domiciliare con uno stanziamento di 2,5 milioni di euro l’anno dal 2017.

Tra le riforme più attese c’è poi la delega sulla disabilità. Che non prevede nuove assunzioni, ma spinge sull’acceleratore della formazione iniziale dei docenti di sostegno dell’infanzia e della primaria, attraverso l’istituzione di un corso di specializzazione ad hoc. Specifica formazione anche per il personale Ata. Le commissioni mediche per l’accertamento della disabilità si arricchiranno di nuove professionalità. Per la prima volta poi i supplenti potranno avere contratti pluriennali. La proposta di quantificazione del personale sul sostegno sarà in ogni caso fatta dal dirigente scolastico sulla base del progetto educativo individualizzato (Pei) di ciascuna alunna e ciascun alunno con disabilità e in coerenza con il piano dell’inclusione da predisporre, nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa. Tanto che nel processo di autovalutazione delle istituzioni scolastiche viene introdotto anche il livello di inclusività.

Infine gli uffici scolastici decideranno il numero di bidelli (Ata) da assumere, tenendo conto delle presenze di alunni con disabilità: saranno loro infatti a doverli accompagnare in bagno. Ne consegue che le scelte tra il personale Ata si faranno anche in base al genere: uno studente disabile maschio avrà bisogno di un bidello maschio e viceversa.


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