Famiglie e studenti

L’Invalsi resiste (e sarà certificato). Stop lettere, alla primaria restano i voti

di Claudio Tucci

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Alla maturità si verrà ammessi con la sufficienza in ciascuna disciplina (stop quindi alla contestatissima proposta della «media del sei»). Ci si potrà però sedere lo stesso all’esame di Stato «nel caso di voto inferiore al sei in un’unica materia» (con decisione motivata del consiglio di classe - il credito scolastico verrà calcolato in misura minore). In terza media la manica sarà più larga: l’ammissione alle prove finali scatterà «anche in caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento» (cade quindi, in questo grado di istruzione, il requisito della sufficienza in tutte le discipline). Alla primaria resta la possibilità di bocciare, ma viene circoscritta alle ipotesi «eccezionali e comprovate da specifica motivazione». Addio, poi, alle lettere: dalle ex elementari gli istituti di secondo grado i voti saranno espressi in numeri (decimi).

Il Dlgs
È pronto, in 27 articoli, il Dlgs attuativo della «Buona Scuola» che cambia (dal 2018) valutazione ed esami di Stato; e che, salvo sorprese dell’ultima ora, arriverà domani sul tavolo del Consiglio dei ministri per l’ok definitivo.

Dopo vari tentativi di boicottaggi e “sterilizzazioni” da parte di una fetta di Pd e maggioranza l’Invalsi resiste: i test in italiano, matematica e inglese sbarcheranno in quinta superiore (gli esiti saranno attestati: alle medie, nella certificazione delle competenze; alle superiori, nel curriculum studente); e si porrà pure fine alle annuali polemiche sulla non obbligatorietà da parte dei docenti di partecipare all’organizzazione, svolgimento e correzione delle prove che, viene ora messo nero su bianco, «costituiscono attività ordinaria d’istituto».

«Non possiamo avere paura della valutazione - sottolinea il sottosegretario, Gabriele Toccafondi (Ap) -. La scuola ha una funzione educativa; e dobbiamo imparare a rispettare l’operato e i giudizi degli insegnanti».

Le altre novità
Il Dlgs atteso domani in Cdm, rispetto al testo approvato in prima lettura il 14 gennaio, ha tutto sommato resistito alle pressioni parlamentari (e sindacali): per essere ammessi alla nuova maturità, oltre al sei in ciascuna materia (o a un solo 5, ma con decisione motivata del consiglio di classe), servirà pure aver frequentato, per almeno tre quarti, le lezioni, aver svolto alternanza e partecipato ai test Invalsi. Le prove scritte scenderanno a due (salta il “quizzone”), si darà maggior peso al percorso fatto nell’ultimo triennio: il credito scolastico inciderà infatti fino a 40 punti, i due scritti e l’orale, ciascuno fino a 20 punti. Le commissioni resteranno come oggi: un presidente proveniente da un’altra scuola, tre commissari interni, tre esterni.


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