Famiglie e studenti

Le otto deleghe «Buona Scuola» verso il Cdm di venerdì: alla primaria bocciatura solo in casi eccezionali

di Claudio Tucci

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È corsa contro il tempo per portare le otto deleghe «Buona Scuola» sul tavolo del Cdm di venerdì 7 aprile: anche ieri ci sono stati una serie di incontri tecnico-politici per dirimere gli ultimi nodi sul tappeto.

Alle elementari bocciatura sì, ma solo in casi eccezionali
Per quanto riguarda il Dlgs sulla valutazione si confermano le ultime anticipazioni: per essere ammessi agli esami di Stato finali (2018) bisognerà avere il sei in tutte le materie (come accade oggi), e non sarà più sufficiente la media del sei. Alla primaria rimarrà la bocciatura, ma solo in casi eccezionali (e dovrà essere motivata dagli insegnanti). Sempre nella primaria, i voti dovrebbero rimanere in numeri (stop quindi alle lettere). Ma anche qui l’ultima decisione sarà presa a ridosso, o dentro, il Cdm.

Maturità
Per quanto riguarda la nuova maturità, che debutterà nel 2018, non cambia molo: le prove diventano tre: due scritti (si elimina la terza prova, il “quizzone”) e un colloquio orale. Oggi le prove scritte sono tre più il colloquio. Lo svolgimento delle attività di alternanza scuola-lavoro diventa requisito di ammissione, così come aver svolto le prove Invalsi (i cui esiti saranno certificati). Il nuovo esame sarà composto da: prima prova scritta nazionale che accerterà la padronanza della lingua italiana, seconda prova scritta nazionale su discipline caratterizzanti l'indirizzo di studi, colloquio orale che accerterà il conseguimento delle competenze raggiunte, la capacità argomentativa e critica del candidato, l’esposizione delle attività svolte in alternanza. L’esito dell'esame oggi è espresso in centesimi: fino a 25 punti per il credito scolastico, fino a 15 per ciascuna delle tre prove scritte, fino a 30 per il colloquio. Con il Dlgs il voto finale resta in centesimi, ma si dà maggior peso al percorso fatto nell’ultimo triennio: il credito scolastico incide fino a 40 punti, le due prove scritte incidono fino a 20 punti ciascuna, il colloquio fino a 20 punti.

Tra i nodi ancora da sciogliere c’è il regime transitorio in vista del decollo della nuova formazione iniziale dei prof: qui va superato lo scoglio Mef che ha chiesto numeri precisi su future assunzioni/stabilizzazioni e concorsi “agevolati”.


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