Famiglie e studenti

A Napoli il «Certamen Lucretianum» si fa internazionale

di Carmine Fotina

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La competizione come leva per tenere vivo l’insegnamento del latino. Si rinnova la tradizione del Certamen, organizzato annualmente da diversi licei italiani. Sempre di più la prova di abilità nella traduzione del latino richiama studenti anche stranieri, ultimo esempio la 17esima edizione del Certamen Lucretianum che si è svolta al liceo scientifico statale “Tito Lucrezio Caro” di Napoli, con uno studente statunitense classificatosi al terzo posto.
Il comitato organizzatore del Certamen del liceo napoletano, presieduto dalla dirigente scolastico Liana Nunziata e coordinato dal professore Paolo Cutolo, ha legato la prova al territorio che ospita l’istituto e soprattutto al personaggio cui è intitolato. La tematica del Certamen infatti è correlata alla collina napoletana di Posillipo, dove sorgeva un tempo la villula Sironis, la casa-scuola del filosofo Sirone in cui studiarono l'epicureismo il giovane Virgilio, e, forse, lo stesso Lucrezio.
Oltre agli studenti napoletani, hanno partecipato allievi provenienti da altre regioni, ma anche dall’estero, ad esempio dal Belgio e, appunto, dagli Stati Uniti. Ad aggiudicarsi il primo premio, consistente in 800 euro, è stata Sabrina De Zen, del liceo classico “Brocchi” di Bassano del Grappa. Il secondo premio - per un valore di 500 euro - è andato a Natalizi Bandi Didier, liceo classico “F. Petrarca” di Arezzo. Terzo classificato Meadows Josiah, Legal home school, Atlanta (Georgia, Usa). per un premio di 300 euro.
«La formula della competizione - osserva il dirigente scolastico Liana Nunziata - è il frutto di una precisa strategia didattica: utilizzare un format tipico del mondo dello sport e dello spettacolo, dal quale i ragazzi sono molto coinvolti, per formare sempre di più studenti in grado di cogliere la lezione classica anche nel mondo contemporaneo».


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