Famiglie e studenti

“A scuola di Open coesione”, a Roma un’esperienza di alternanza 2.0

di Giulia Ferrandino

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Open data, Open government, termini di nuova concezione che cominciano a circolare anche nelle scuole, per insegnare agli alunni un utilizzo consapevole dei dati messi a disposizione dalla pubblica amministrazione in un’ottica di trasparenza del proprio operato.
“A scuola di Open coesione” nasce da un’iniziativa Open government sulle politiche di coesione, in collaborazione con il Miur, allo scopo di formare gli alunni in un percorso didattico guidato dal docente referente, con attività di verifica della modalità di spesa dei fondi pubblici, con utilizzo di tecniche avanzate di ricerca atte a reperire informazioni e analisi di open data, allo scopo di raccontare la propria ricerca con modalità innovative di comunicazione.
La classe 3°G del liceo scientifico Scienze applicate “Via dei Papareschi” di Roma sta partecipando al concorso a premi “A scuola di Open coesione” in un percorso alternanza scuola lavoro (Asl), con l’intento di approfondire le tematiche di cittadinanza attiva, migliorare le competenze digitali e imparare ad usare gli open data in modo consapevole.

La ricerca
Il nome della loro ricerca è “Generazione & Co” e ha per oggetto la centrale di cogenerazione e teleriscaldamento per la produzione di energia elettrica e calore nell’ospedale San Camillo di Roma, iniziata nel 2009 con finanziamenti europei e a tutt’oggi mai attivata.
Affiancati dai docenti e dall’associazione Earth day Italia Onlus, gli alunni stanno affrontando 50 ore di alternanza scuola lavoro in attività di ricerca dati sul web, creazione di infografiche rappresentative, comunicazione sui social network, visite didattiche inerenti l’oggetto della ricerca, organizzazione di eventi per coinvolgere la cittadinanza e stesura di documentazione inerente al tema scelto.

Nuove figure professionali
In altri termini, gli alunni stanno arricchendo il proprio bagaglio culturale e digitale, conoscendo nuove figure professionali, molto importanti per il proprio futuro.
Infatti, data analyst, data journalism, blogger, project manager, coder sono alcuni dei ruoli ricoperti dagli alunni che potrebbero ispirare l’orientamento del loro futuro.
Gli allievi hanno già completato parte del lavoro, visitato la centrale di cogenerazione del San Camillo di Roma, dove esperti del settore hanno illustrato loro le tipologie di impianti cogenerativi ed il relativo risparmio energetico, consentendo ai ragazzi di affrontare anche tematiche ambientali ben precise ed inerenti alla ricerca, spendibili per la loro formazione di cittadini consapevoli.
Prossima tappa degli alunni sarà la stesura di un articolo giornalistico sul cogeneratore con l’analisi dei relativi open data estratti dal web e con le informazioni raccolte durante la visita al San Camillo.

L’appuntamento
Dal 4 marzo (giorno in cui si celebra a livello internazionale l’Open data Day) all’11 marzo 2017 ci sarà la prima edizione della “Settimana dell’amministrazione aperta” e sono previste iniziative sull’opengov in tutta Italia.
In tale contesto, nell’ambito del progetto Asoc – A scuola di Open coesione, il 07 marzo gli alunni parteciperanno all’evento “Roma, Open city”, organizzato da alcune scuole romane che partecipano al progetto con la collaborazione di Bic Lazio. L’incontro avverrà presso l’incubatore IT Tech del Tecnopolo tiburtino, sede per la creazione e lo sviluppo di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico.
In quella occasione, gli allievi potranno confrontarsi con gli altri alunni dei licei scientifici “Maiorana” e “Peano”, e con esperti open data di aziende start-up, operanti nell’incubatore romano, in grado quindi di dare il proprio contributo, illustrando loro come abbiano utilizzato gli open data e creato app di nuova generazione al servizio dei dati.
A scuola di Open coesione rappresenta un percorso di alternanza scuola lavoro molto impegnativo per tutti gli attori coinvolti, che crea una grande sinergia fra docenti e alunni e anche a far confrontare operativamente gli studenti fra di loro, determinando un sistema scuola più unito e collaborativo, oltre ad avvicinare gli allievi al mondo del lavoro. Un modello positivo di buona pratica.


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