Personale della scuola

Maturità, ultimo anno con le vecchie regole (forse). Dal 2018 si cambia

di Claudio Tucci

Le prove che inizieranno il 21 giugno, con il classico tema d'italiano, e coinvolgeranno circa 500mila studenti, potrebbero essere le ultime svolte con le regole attuali. In Parlamento, infatti, è in discussione un Dlgs, attuativo della Buona Scuola, che apporterà una serie di modifiche "di peso" all'esame di Maturità (che nella formulazione attuale risale al 1997).

Cosa cambierà
Le novità, se si rispetteranno i tempi di approvazione previsti, 60 giorni, (e non si vada presto a nuove elezioni, con lo scioglimento delle Camere), entreranno in vigore nel 2018. Oggi chi frequenta la quinta classe delle superiori potrà essere ammesso alle prove finali con almeno la sufficienza in tutte le discipline. Con le nuove regole, invece, basterà la media del sei, compreso il voto di condotta. E così, agli scrutini di giugno, se un ragazzo avrà 4 in matematica e 8 in italiano, a questa maturità non potrà essere ammesso; dal 2018 invece sì. Non solo. Per essere ammessi alla "nuova" maturità bisognerà rispettare anche altre tre condizioni: oltre alla media del sei, servirà aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore previsto dal curriculo di studio (come oggi), ma, a differenza di ora, dovrà anche aver partecipato alle attività di alternanza (che sono diventate obbligatorie) e, pure, alle prove Invalsi (con qualsiasi esito) a carattere nazionale nel corso del quinto anno, "computer based" e adattive, volte a verificare i livelli di apprendimento conseguiti in tre materie: italiano, matematica e inglese.

Le prove
A giugno 2017 le prove resteranno tre: italiano, materia d'indirizzo, "quizzone", vale a dire la terza prova decisa dalle singole commissioni. Dal 2018, si cambierà anche qui: le prove scritte scendono a due: tema d'italiano e seconda prova, che potrà avere un taglio multidisciplinare. Dovrebbe cambiare, ma lo stabilirà un successivo decreto del ministero dell'Istruzione, la classica struttura della prova scritta di italiano attualmente svolta sotto forma di saggio breve/articolo di giornale, analisi del testo, tema storico e di attualità. Nello schema di Dlgs si legge infatti che la prova di italiano consisterà nella redazione di un testo di tipo argomentativo riguardante temi di ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico, e potrà essere strutturata in più parti, anche per consentire la verifica di competenze diverse, in particolare la comprensione degli aspetti linguistici, espressivi e logico-argomentativi, oltre la riflessione critica da parte del candidato.

Il credito scolastico
Dal 2018 il percorso formativo dello studente acquisterà più peso in quanto il credito scolastico anziché valere 25 punti, potrà arrivare fino a 40 punti, 12 al terzo anno, 13 al quarto e 15 al quinto anno. E, di conseguenza, peserà meno l'esame: 20 punti ciascuno per i due scritti - italiano e prova d'indirizzo - e per il colloquio. Il totale resterà sempre 100 punti.

Le commissioni d'esame
Non cambierà, invece, nulla per quanto riguarda la composizione della commissione: come oggi sarà presieduta da un presidente esterno all'istituzione scolastica e da tre membri esterni e da tre interni.


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