Famiglie e studenti

Rush finale sulla mobilità: anche i prof neo assunti potranno presentare la domanda

di Claudio Tucci

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Anche quest’anno tutti i docenti, compresi i neo-assunti, potranno presentare domanda di trasferimento (si sterilizzerà per altri 12 mesi il vincolo di permanenza triennale nell’ambito territoriale o nella scuola di titolarità). I professori potranno esprimere fino a 15 preferenze (massimo cinque riferite a singole istituzioni scolastiche - nelle rimanenti 10 scelte si dovranno invece indicare ambiti o province). Le operazioni si semplificheranno: la mobilità avverrà in un’unica fase (scompariranno così i cinque step che hanno caratterizzato la procedura - e i disagi - lo scorso anno), mentre l’indicazione dei criteri per l’individuazione degli insegnanti per competenze (la cosiddetta «chiamata diretta») da parte dei presidi sarà oggetto di un accordo separato (da firmare assieme al contratto sulla mobilità).

Stretta finale
Dopo un’altra riunione tecnica, ieri, al ministero dell’Istruzione, con i sindacati del comparto (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda), è alle ultime limature l’articolato che dovrà disciplinare i “movimenti” dei professori nel 2017/2018.

Le novità
Le nuove regole, che derogano piuttosto vistosamente alla legge 107, rispettando l’accordo politico sottoscritto a fine dicembre, avranno validità solo per il prossimo anno scolastico, spiegano i vertici dal Miur; che si attendono già nelle prossime settimane, se arriverà presto la firma finale dell’accordo una gestione meno confusionaria delle operazioni.
Lo scorso anno, infatti, complice il maxi-piano di stabilizzazione operato dal governo Renzi, sono state presentate quasi 200mila istanze: le domande di mobilità volontaria interprovinciale accolte si sono attestate in circa 23mila. A cui, però, si sono aggiunti i trasferimenti obbligatori dei docenti neo-assunti, che, al termine dell’anno di prova, hanno lasciato la sede provvisoria per raggiungere quella definitiva. Il tutto creando, alla ripresa delle lezioni a settembre, un ampio giro di valzer degli insegnanti (andato avanti in alcuni casi fino a novembre-dicembre scorsi) a tutto discapito della continuità didattica di studenti e famiglie.

Le prime stime ministeriali
Secondo i primi calcoli del Miur, per il prossimo anno 2017/2018, trattandosi di mobilità volontaria e non più obbligatoria, dovrebbero arrivare meno di 100mila domande, e potrebbero trovare accoglimento (anche per il consolidamento dei posti di fatto in organico stabile, vale a dire di diritto) non più di 50mila istanze. Ciò perchè a cambiare sarà anche la percentuale di “copertura” dei posti: quest’anno la mobilità verrà effettuata sul 40% dei posti (30% mobilità territoriale, 10% mobilità professionale), con il 60% dei posti riservato alle assunzioni da graduatorie a esaurimento (Gae) e concorso. Lo scorso anno i trasferimenti sono stati effettuati sul 100% dei posti (storicamente ci si è sempre attestati al 50%).
Nel caso in cui i docenti ottengano, inoltre, una preferenza relativa a una scuola secondaria, l’assegnazione non avverrà più, come in passato, su uno specifico punto di erogazione del servizio, ma all’istituto. Sarà poi il dirigente a decidere a quale sede assegnare l’insegnante. Solo nelle ipotesi di sedi disposte in comuni diversi viene prevista una contrattazione integrativa a livello di scuola per decidere i criteri dell’assegnazione. È, poi, inserita un’agevolazione a ottenere la mobilità professionale per i docenti da anni utilizzati sui posti di strumento presso i licei musicali.

Punteggio pieno al servizio pregresso
Passando ai titoli, viene confermato un punteggio pressoché pieno per il servizio pregresso (pre-ruolo e altro ruolo), mentre (per ora) non verrà consentito all’insegnante a tempo indeterminato, trasferito dagli ambiti, in servizio in una scuola di poter richiedere lo stesso istituto (nella domanda di mobilità).

Cambia l’assegnazione provvisoria
A cambiare, invece, sarà l’assegnazione provvisoria, dopo le deroghe ammesse lo scorso anno (in pratica, per evitare l’immissione fuori regioni è stato consentito a tutti i prof di poter prestare servizio vicino casa, attraverso, appunto, l’assegnazione provvisoria). Dal prossimo settembre, si tornerà alle regole ordinarie: e quindi, le assegnazioni provvisorie potranno essere richieste (e concesse) solo, come già definite, per alcune categorie di docenti (e per situazioni particolari e puntualmente documentate).


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