Famiglie e studenti

La Fedeli alla Camera: dal prossimo anno assegnazioni provvisorie solo «per alcune categorie di prof»

di Claudio Tucci

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Finita l’eccezionalità prevista dalla legge 107, a partire dal prossimo anno scolastico «la continuità didattica verrà assicurata anche dall’applicazione delle disposizioni ordinarie in materia di assegnazioni provvisorie, venuto meno il regime transitorio di cui al comma 108 della Buona Scuola che valeva solo per l’anno scolastico 2016/2017. Con la conseguenza che per l’anno scolastico 2017/2018 le assegnazioni provvisorie potranno essere richieste solo, come già definite, per alcune categorie di docenti».

Il question time alla Camera
L’annuncio è arrivato dalla neo ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, rispondendo ieri, per la prima volta come titolare del Miur, al question time alla Camera. La Fedeli, parlando della mobilità straordinaria (che ha creato numerosi problemi a studenti e famiglie) dello scorso anno, ha ribadito l’«eccezionalità» del contesto che ha seguito la prima applicazione della legge 107, «che ha offerto al mondo della scuola la disponibilità straordinaria di oltre 55mila posti in più, quelli dell’organico per il potenziamento».

In mobilità volontaria circa 23mila docenti
Proprio per questo il comma 108 della legge 107 ha consentito in via eccezionale a tutti i docenti, anche ai neo-assunti, di far domanda di mobilità per l’anno scolastico 2016/2017. Ciò in deroga al vincolo di permanenza triennale nella provincia e nell’incarico di prima assegnazione. La medesima legge ha messo a disposizione della mobilità tutti i posti, in luogo del 50% di prassi. Il risultato è stato che nel 2016/2017 sono state accolte circa 23mila domande di mobilità volontaria interprovinciale. A queste si sono aggiunti i trasferimenti obbligatori dei docenti neo-assunti, che, al termine dell’anno di prova, hanno lasciato la sede provvisoria per raggiungere quella definitiva. Quest'ultimo è un numero elevato esclusivamente in virtù della straordinaria dimensione del piano assunzionale.

La trasformazione dell’organico da fatto in diritto
In prospettiva futura, per ovviare all’alto numero di supplenti nominati sui posti dell’organico di fatto, i quali per definizione non possono garantire la continuità didattica, il Governo ha stanziato 400 milioni per consolidare questi posti nell’organico di diritto (si tratta di oltre 10mila posti). Ciò significa poterli occupare con docenti di ruolo, in funzione di una maggiore continuità didattica. «La disponibilità di questo numero rilevante di posti - ha aggiunto la ministra Fedeli - rende ragionevole consentire a tutti, per il solo anno scolastico 2017/2018, di far domanda di mobilità seppure nella più limitata misura del 40%, in luogo del 100% dello scorso anno e del 50% di prassi».


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