Famiglie e studenti

Educazione finanziaria, progetto al decollo

di Davide Colombo e Marco Mobili

roma

Si consolida l’ipotesi di una norma sulle deferred tax asset (Dta) per le banche di credito cooperativo mentre al momento sembra tramontare un’analoga misura per gli altri istituti di credito che chiedono il riconoscimento per l’esercizio 2016 del canone versato a valere sul 2015 per le Dta trasformate in crediti d’imposta. Per l’avvio, poi, della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle crisi bancarie sarà necessario, invece, un apposito disegno di legge. Così come sulla possibilità di conoscere l’elenco dei debitori insolventi ci sarebbe la frenata di maggioranza e Governo.

Parte così l’esame parlamentare della Commissione Finanze del Senato al decreto «salva-risparmio», provvedimento per il quale alla scadenza di ieri del termine in commissione Finanze sono stati presentati 214 emendamenti. «Contiamo di arrivare in Aula entro la fine della prossima settimana - ha spiegato il presidente della Commissione Finanze, Mauro Marino (Pd)- mentre sul fronte delle audizione resta ancora una finestra per il 31 gennaio per il previsto parere del rappresentante della Bce».

Tutta da definire la possibilità di introdurre nel Dl una norma, chiesta soprattutto dalle opposizioni, che consenta la pubblicazione dei debitori insolventi delle banche che beneficeranno della garanzia pubblica. Al momento però non sarebbe maturata ancora una soluzione in tal senso da parte del Governo, pronto comunque a vagliare nel dettaglio le proposte di trasparenza avanzate dai senatori, ha spiegato il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta. Il quale ha anche precisato al termine dei lavori della Commissione Finanze che per l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulle crisi bancarie la strada maestra resta solo quella del disegno di legge: a presentarlo sarà sempre Mauro Marino, dopo aver raccolto le conclusione dell’indagine conoscitiva svolta nell’ultimo anno.

Con l’esame del Dl «salva-risparmio» s’è consolidata dunque l’ipotesi di recuperare la norma sulle Dta per le banche di credito cooperativo con tanto di nuove coperture finanziarie. Le regole oggi in vigore penalizzano questi istituti, impossibilitati o fortemente limitati nella trasformazione in crediti d’imposta delle Dta derivanti dalle svalutazioni dei crediti effettuate fino al 2015. Le altre banche, infatti, possono utilizzare le Dta senza limitazioni e con possibilità di trasformarle in ogni caso in crediti d’imposta. Al momento strada bloccata invece per l’altra norma chiesta a gran voce dal mondo bancario per imputare all’esercizio 2016 quanto già versato lo scorso luglio per l’anno 2015 come canone per le Dta trasformate in crediti d’imposta.

Tra gli emendamenti già depositati è arrivato l’annunciato starter per la strategia nazionale per l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale, un insieme di misure che assorbono i contenuti dei disegni di legge che erano stati predisposti nei due rami del Parlamento e firmati dai presidenti delle due commissioni Finanze: Mauro Marino e Maurizio Bernardo.

Due i capisaldi di queste misure, che mirano a potenziare la formazione in materia economica per i giovani in età scolare e per gli adulti. Nell’articolato presentato dal capogruppo del Pd Gianluca Rossi (sei commi raccolti nell’articolo 24-bis) si autorizza il ministero dell’Istruzione ad avviare un programma sperimentale per introdurre moduli di educazione economica e finanziaria nell’ambito dell’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” in vista di una sua integrazione nei curricula scolastici, anche attraverso “opportuni interventi di formazione dei docenti”. L’altro pilastro della strategia passa per l’istituzione di un Comitato nazionale per l’educazione finanziaria presso il ministero dell’Economia e al quale partecipano rappresentanti dei ministeri del Lavoro, dello Sviluppo, il Miur, Bankitalia, Consob, Ivass, e Covip, cui si aggiunge un elenco di stakeholder a partire da Abi, Ania, la Conferenza dei rettori e altre associazioni di rappresentanza. Il Comitato, che dura in cari tre anni, assisterà il Governo nel coordinamenti delle diverse attività di formazione attivate, il loro monitoraggio e la promozione di iniziative nazionali di promozione del piano nazionale di educazione finanziaria utilizzando i canali digitali, la Rai e gli altri mezzi di informazione.


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