Famiglie e studenti

Poche variazioni di rilievo in arrivo nella primaria

di Francesca Lascialfari

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L’atteso decreto legislativo in attuazione della delega al Governo, contenuta nell’articolo 1, comma 181 lettera i), della legge 107/2015, sul riordino delle disposizioni di legge sulla valutazione degli studenti, è stato trasmesso pochi giorni fa alle Camere per l’espressione del parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti.
Analizzeremo qui quanto emerge dalla lettura dello schema di decreto in merito alla valutazione degli alunni nella scuola primaria.


Lo scenario
Dopo che negli ultimi mesi si è registrato un acceso dibattito sul tema della opportunità dei voti e delle bocciature, si constata nessuna sostanziale variazione è intervenuta a questo proposito. Rimangono, infatti, le valutazioni in decimi per le discipline oggetto di studio e il giudizio formulato dai docenti contitolari della classe per quanto riguarda il comportamento.
Nessuna variazione si registra neppure per quanto riguarda l’eventuale non ammissione degli alunni alla classe successiva: esattamente come era finora, «Nella scuola primaria, i docenti della classe in sede di scrutinio, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione».
Nei fatti, le rarissime non ammissioni alla classe successiva per gli alunni della scuola primaria vengono già oggi deliberate esclusivamente in presenza di particolari situazioni di criticità, di rilevanza tale da compromettere gravemente il processo di apprendimento in atto, prefigurando oggettivamente l’impossibilità di conseguire gli obiettivi formativi previsti. Inoltre, esse rappresentano sempre la conclusione di un percorso di condivisione con la famiglie.
Per quanto riguarda la valutazione periodica e finale di tutti gli alunni, essa viene effettuata collegialmente dai docenti contitolari della classe dopo ever acquisito elementi conoscitivi sull’interesse e il profitto di ciascun alunno da quei docenti che svolgono attività di ampliamento dell’offerta formativa. Infine, la nuova norma fa chiarezza sul ruolo del dirigente scolastico, che presiede le operazioni di scrutinio.


Invalsi
Lo schema di decreto conferma che le azioni relative allo svolgimento delle rilevazioni nazionali costituiscono per le scuole attività ordinarie d’istituto. Nella scuola primaria, le prove vengono effettuate in seconda e quinta, proprio come è accaduto finora. La novità consiste nell’introduzione della prova di inglese nella quinta classe: l’Invalsi predispone test di posizionamento sulle abilità di comprensione e uso della lingua, coerenti con il Quadro comune europeo di riferimento.
Al termine della scuola primaria, è poi previsto il rilascio di una attestazione di competenze nella quale si descrive lo sviluppo dei livelli di competenze trasversali e delle competenze chiave progressivamente acquisite dagli alunni, anche in chiave orientativa.
Come spiegato nella relazione illustrativa del Dlgs, «il termine “attestazione” viene preferito a “certificazione”, ancorché utilizzato dalla legge 107/2015, in considerazione del fatto che una vera e propria certificazione delle competenze acquisite presuppone il rilascio esclusivamente da parte di ente esterno certificatore».


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