Famiglie e studenti

Formazione professionale, verso una cabina di regia per distinguere gli Its dai corsi post diploma

di Claudio Tucci

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Il governo è pronto a “correre ai ripari” sulla formazione terziaria professionalizzante: palazzo Chigi ha acceso un faro, ed è intenzionato, a stretto giro, a promuovere una “cabina di regia”, aperta ad imprese, regioni e ai ministeri interessati (Miur e Lavoro), per consentire un decollo, ordinato, dei nuovi percorsi didattici “pratici” post-diploma, senza sovrapposizioni tra Its e università, e con l’obiettivo di puntare all’occupabilità degli studenti.

Il blitz
Il tema è delicato; e a spingere l’esecutivo a un’accelerazione è stato il caos che si sta espandendo, giorno dopo giorno, sui territori dopo il blitz dello scorso dicembre quando, in pieno passaggio di consegne al nuovo esecutivo Gentiloni, l’ex ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, con un provvedimento ad hoc, ha autorizzato gli atenei, dal 2017-2018, a sperimentare lauree triennali professionalizzanti, non tenendo conto dell’offerta, già attiva, degli Istituti tecnici superiori (le super scuole di tecnologia partecipata dalle aziende e attive dal 2010).

L’intervento di palazzo Chigi
Una mossa decisa in fretta e furia e che, come prevedibile, ha creato subito confusione: in Emilia Romagna, Veneto e Piemonte, alcune università stanno proponendo corsi analoghi a quelli realizzati dagli Its locali, prendendo contatto con le medesime aziende del territorio. «Bisogna evitare una falsa partenza - sottolinea Marco Leonardi, a capo della struttura economica di palazzo Chigi -. In Italia dobbiamo far decollare la formazione terziaria professionalizzante, visti i ritardi accumulati in questi anni con gli altri paesi Ue, su tutti Germania e Francia. Il processo va però governato bene e deve essere condiviso con il mondo produttivo. Per questo è opportuno che tutti gli attori coinvolti si siedano attorno a un tavolo». Sulla stessa lunghezza d’onda, il sottosegretario, Gabriele Toccafondi: «Con un tasso di disoccupazione giovanile che è tornato a sfiorare il 40% è opportuno che anche l’università allarghi la sua offerta professionalizzante, ma ciò non deve andare a discapito degli Its, un segmento dell’offerta formativa che ha dimostrato, in questi anni, di funzionare con un tasso d’occupazione dei neo-diplomati superiore all’80 per cento».

Le reazioni delle imprese
L’idea di ripristinare (dopo la cancellazione avvenuta nel 2013 da parte dell’ex titolare del Miur, Maria Chiara Carrozza, per ragioni di spending-review) una cabina di regia aperta a istituzioni e mondo produttivo «è un primo passo positivo - spiega il vice presidente di Confindustria per il Capitale umano, Giovanni Brugnoli -. Le imprese sono pronte al dialogo per disegnare una formazione professionalizzante adeguata ai ragazzi e alle nuove esigenze dettate da Industria 4.0. Mi aspetto ora un confronto serio e costruttivo, dobbiamo rilanciare l’occupabilità, orientando le famiglie alle esigenze produttive e dei territori».


© RIPRODUZIONE RISERVATA