Famiglie e studenti

A Napoli gli istituti tecnici puntano su orientamento e alternanza

di Maria Piera Ceci

È il Mercalli a mantenere il primato fra i licei scientifici di Napoli, seguito dal Convitto Vittorio Emanuele e il Cuoco. Maggiore movimento fra i licei classici. A guadagnare la prima posizione è l'Umberto I che ha scalzato il Sannazaro, seguito dal Vittorio Emanuele.

Liceo più antico d'Italia
Fondato nel 1862, l'Umberto I è uno dei licei più antichi d'Italia. Mille alunni, molti dei quali figli di chi ha già frequentato la scuola. «Il nostro slogan è Il futuro ha radici antiche» ci spiega il dirigente scolastico Carlo Antonelli. «Se devo individuare un motivo di successo di questo liceo è il fatto di aver mantenuto un forte collegamento con la tradizione, sapendo però aprirsi e proiettarsi verso il futuro. Questo è il nostro segreto. Altro elemento importante è che il patto educativo con le famiglie, il patto di corresponsabilità educativa che ogni anno viene fatto firmare ai genitori in tutte le scuole, da noi non è soltanto un atto formale, ma un atto sostanziale. Con le famiglie c'è infatti forte interazione e collaborazione. Riteniamo fondamentale il fatto che gli alunni vengano seguiti molto sia dalla scuola che dalle famiglie, con progetti comuni, con la condivisione di alcune scelte, come il quarto anno all'estero. C'è un continuo feedback fra l'azione della scuola e quella della famiglia, creando un sistema articolato e coeso per far crescere i ragazzi in maniera più equilibrata possibile».

Gli istituti tecnici
Per passare agli istituti tecnici, fra quelli ad indirizzo economico si piazzano ai primi posti il Pagano, il Caruso, il Siani e il Serra, mentre fra quelli ad indirizzo tecnologico spicca il Medi di San Giorgio a Cremano, seguito dall'Elena di Savoia, dal Della Porta e dal Galileo Ferraris.
1.800 studenti, il Medi di San Giorgio a Cremano, alle porte di Napoli.
«La nostra scuola funziona grazie al tanto lavoro. Cerchiamo di dare il possibile e spesso anche l'impossibile a tutti quanti. Organizziamo corsi per l'orientamento universitario, l'alternanza scuola-lavoro era una realtà anche quando non era obbligatoria, perchè vogliamo far conoscere ai ragazzi il mondo dell'impresa e cerchiamo di inserirli in ambienti lavorativi» ci spiega Restituta Proti Medi, vicaria della dirigente scolastica al Medi.
Com'è il rapporto con il tessuto economico in un momento di forte crisi? «Non è semplice - ammette Prota - fino a qualche anno fa il discorso era più semplice, avevamo tante aziende che ci venivano a chiedere i nominativi dei ragazzi, diplomati con voti superiori ad una certa fascia.Poi con la crisi queste richieste non ci sono più state, però cerchiamo di mantenere un collegamento con il mondo del lavoro nonostane le difficoltà e cerchiamo noi docenti di recepire quali sono le esigenze del mercato del lavoro e riportarle nella didattica curricolare».
Altro tema importante, anche al Medi, è il contatto costante con le famiglie. «La nostra platea aumenta costantemente anche perchè noi già dal 2007 mandavamo messaggini in tempo reale alle famiglie per comunicare se i figli erano a scuola, se avevano fatto ritardo. La formazione di un ragazzo non può essere solo compito della scuola, importante è la famiglia e avere contatti continui, far sì che i genitori siano aggiornati su cosa fanno i figli e farli partecipare in maniera attiva all'educazione, è fondamentale».


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