Famiglie e studenti

Inizia il viaggio di radio 24 nelle scuole migliori d’Italia.D al 16 gennaio via alle iscrizioni

di Maria Piera Ceci

Al via il 16 gennaio le iscrizioni a ogni ordine di scuola. Viaggio di Radio24 negli istituti superiori migliori del Paese. Nel gr delle 7, tutti i giorni questa settimana andremo a Milano, Roma, Napoli, Torino e nel Veneto, per raccontarvi una realtà che sta raccogliendo la sfida per il futuro.
Definire cos'è una buona scuola non è mai cosa semplice: è quella che fa studiare di più e boccia tanto? Quella che non lascia indietro nessuno? Quella che sceglie metodi di insegnamento tradizionali o innovativi, strizzando l'occhio alle nuove tecnologie? Una ricetta non c’è. Ma si possono scegliere dei criteri, come ha fatto la Fondazione Agnelli con Eduscopio.it . Da tre anni testa le scuole città per città andando a vedere come se la cavano al primo anno di università gli studenti che da quelle scuole sono usciti oppure andando a vedere se trovano lavoro e in particolare un lavoro coerente con gli studi fatti, utile strumento di scelta per istituti tecnici e professionali. E stila una sorta di classifica, che le famiglie possono consultare in vista dell'iscrizione alle superiori per vedere qual è la migliore vicino casa.

I dati generali
In testa si confermano le scuole pubbliche, con l’eccezione di Milano che vede al primo posto al classico una scuola paritaria cattolica, e quasi dappertutto restano saldi nei primi dieci posti i licei storici, quelli con nomi storici (a Roma il Tasso e il Mamiani, a Milano il Parini e il Berchet). Anche se qua e là compaiono in classifica scuole di periferia, capaci di proporre didattiche inclusive e innovative (come a Milano il Falcone-Righi di Corsico).
Ma veniamo alle novità di quest’anno, nel bene e nel male. Tra i licei scientifici, cominciano a diventare una realtà importante quelli con le scienze applicate al posto del latino. I ragazzi che li scelgono ottengono ottimi risultati all’università, ma di scientifici con le scienze applicate ce ne sono ancora troppo pochi. Dato preoccupante è poi il calo degli iscritti all'università provenienti dagli istituti tecnici. Aumentano quelli che si buttano subito a cercare un lavoro. Non per scelta ma per necessità: le famiglie non possono mantenerli all'università. Una vera perdita di capitale umano.


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