Personale della scuola

Infortuni a scuola, il giudice non può risarcire il danno se manca il fascicolo di parte

di Andrea Alberto Moramarco

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In tema di infortuni scolastici, è configurabile una responsabilità di tipo contrattuale per l’amministrazione scolastica non solo in caso di danni autoprodotti dall’alunno, ma anche nel caso in cui l’incidente sia causato da un altro alunno. Tuttavia, il risarcimento è escluso se durante il processo l’avvocato dimentica di rispettare i termini di decadenza propri dell’istruzione probatoria o di inserire il fascicolo di primo grado. Questo è quanto emerge dalla sentenza 25491 della Cassazione depositata ieri.


I fatti
Sfortunata protagonista della vicenda è una bambina, all’epoca dei fatti frequentante la scuola materna, la quale, mentre riponeva il proprio materiale da disegno in un armadietto situato nel corridoio fuori dalla classe, veniva travolta con violenza da un altro bambino rovinando per terra e riportando una frattura scomposta all’ulna con fuoriuscita del midollo. In seguito al grave incidente, la bambina riportava una invalidità permanente pari all’8% e una invalidità temporanea del 100% per 90 giorni e parziale per 60 giorni.
I genitori dell’alunna citavano in giudizio il Miur per ottenere un risarcimento del danno sofferto dalla piccola e quantificato, in base alla certificazione medica prodotta, in 50 mila euro. Il ministero e l’assicurazione chiamata in causa, dal canto loro, ritenevano che si trattasse di un episodio del tutto eccezionale ed imprevedibile, non essendo configurabile altresì una responsabilità dell’insegnante per omessa vigilanza, non trattandosi di danno autoprocuratosi dalla minore.


La responsabilità è contrattuale
La questione veniva risolta in modo differente nei gradi di merito. Il Tribunale rigettava la domanda ritenendo insussistente la responsabilità contrattuale, ritenuta ravvisabile solo in caso di danni autoprodotti, nonché quella extracontrattuale, per via dell’assoluta imprevedibilità ed eccezionalità dell’accaduto; la Corte d’appello, invece, riteneva configurabile una responsabilità di tipo contrattuale in capo all’amministrazione scolastica, «non essendo tale forma di responsabilità limitata all’ipotesi di danno autodeterminato dallo stesso minore». I giudici dell’appello, tuttavia, rigettavano la domanda risarcitoria perché non era stato provato il quantum della pretesa. Nel processo d’appello, infatti, il legale dei genitori non avrebbe assolto correttamente l’onere probatorio in merito alla richiesta di consulenza tecnica e, altresì, al momento della decisione mancava il fascicolo di primo grado degli stessi appellanti.


La questione probatoria
La palla passa così alla Cassazione dove i genitori, assieme alla figlia nel frattempo divenuta maggiorenne, contestano la decisione di merito, ritenendo in sostanza che i giudici d’appello avrebbero dovuto disporre in via d’ufficio la consulenza tecnica. I giudici di legittimità, tuttavia, non possono fare altro che rigettare il ricorso e bacchettano severamente il difensore dei ricorrenti. La Corte ricorda, infatti, che è vero che la consulenza tecnica può avere funzione «percipiente» quando gli elementi allegati sono accertabili soltanto da un tecnico «per mezzo delle conoscenze e degli strumenti di cui dispone»; ma è pur sempre necessario rispettare i termini di decadenza propri dell’istruzione probatoria, dato che l’attività acquisitiva di dati rilevanti non può essere ricondotta «alla mera funzione valutativa propria della ctu c.d. deducente, esperibile senza preclusioni anche in grado d’appello». E nella specie, la consulenza non è stata esplicitamente richiesta dalle parti.
Quanto allo smarrimento del fascicolo di parte e dei documenti in esso allegati, la Cassazione osserva che legittimamente i giudici d’appello hanno deciso sulla base dei soli atti e documenti rinvenuti al momento della deliberazione giudiziale, mentre i ricorrenti avrebbero dovuto chiedere alla corte di merito il termine per la ricostruzione del fascicolo e verificare l’esistenza di un tale inconveniente prima del passaggio in decisione della causa.


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