Famiglie e studenti

Un’ex sindacalista a Viale Trastevere: Valeria Fedeli è la nuova ministra dell’Istruzione

di Alessia Tripodi

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Valeria Fedeli, ex sindacalista della Cgil, senatrice del Pd e vicepresidente del Senato, è il neo ministro dell’Istruzione del governo Gentiloni. Nata a Treviglio (Bg) il 29 luglio 1949, laureata in Scienze Sociali all’Unsas, è arrivata alla politica dopo una lunga esperienza nella Cgil. Sul sito istituzionale del Pd si dichiara «una sindacalista pragmatica», oltre a descriversi con un «sono femminista, riformista, di sinistra» e «sposata». Le sue prime parole da ministro dell’Istruzione sono state queste: «Convocherò presto tutte le parti per sentire il loro parere sui problemi della scuola», ha detto la Fedeli, lasciando il Quirinale dopo la cerimonia della fiducia.

Il ritratto
Cresciuta in provincia, dopo le scuole Fedeli si trasferisce a Milano e qui inizia la sua attività nel sindacato alla fine degli anni '70 entrando nella Cgil. Si trasferisce poi nel 1982 a Roma, per assumere incarichi di segreteria prima nel settore pubblico e poi nel tessile. Dal 2000 fino al 2010 guiderà, come segretaria generale, la categoria dei lavoratori tessili della Cgil.Nel 2012 lascia il sindacato per candidarsi nelle liste del Partito Democratico come capolista in Toscana per il Senato della Repubblica.
Eletta senatrice nelle elezioni politiche italiane del 2013, il 21 marzo 2013 è eletta vice presidente del Senato della Repubblica per il Pd. Tra i vari disegni di legge presentati come primo firmatario si ricorda quello per l'istituzione di una Commissione parlamentare sul fenomeno dei femminicidi, che raccolse tra i cofirmatari l'appoggio di molti esponenti di forze politiche anche di opposizione. «In tutti i ruoli sindacali ricoperti in Italia ed in Europa - sottolinea il neo ministro sul sito del Pd - ho sempre avuto come riferimento prioritario le battaglie per i diritti, le libertà e l'autonomia delle donne e per il superamento delle disuguaglianze di genere». Fedeli è infatti anche tra le fondatrici di "Se non ora quando", il movimento contro la violenza sulle donne.

Sostegno al made in Italy, lotta alle diseguaglianze di genere
Ricorda lei stessa sul suo profilo di avere «contribuito con Bersani ministro dello Sviluppo economico, alla definizione delle Linee guida di politica industriale per la competitività e l'internazionalizzazione del Sistema produttivo della moda italiana». Ha partecipato al Tavolo per lo sviluppo del Made in Italy dello stesso ministero, «difendendo l'idea - scrive - che qualità e diritti sono le componenti su cui puntare per vincere la sfida globale». Ha fatto parte della delegazione per il negoziato sulle nuove regole del commercio internazionale, il Doha Round nel 2003.
In sede europea, ha sostenuto «le politiche commerciali di reciprocità, di equità e di apertura nel dialogo tra Unione Europea e Cina ed ho contribuito alle politiche per il contrasto alla contraffazione delle merci». Della sua carriera sottolinea anche «il lungo lavoro a sostegno del made in Italy e della moda italiana».
Fedeli ha le idee chiare sull'importanza dell'Europa perché «aver avuto l'opportunità di incarichi sindacali a livello europeo - dice - mi ha permesso di riflettere concretamente su quanto l'Europa sia, per ciascun cittadino e ciascun paese membro, un grande amplificatore di opportunità».
Nel 2012, dopo 34 anni, è terminata l' esperienza in Cgil. Il 15 novembre 2012 è diventata vice presidente nazionale di Federconsumatori.
In ogni caso «in tutti i ruoli sindacali ricoperti in Italia ed in Europa - sottolinea il neo ministro - ho sempre avuto come riferimento prioritario le battaglie per i diritti, le libertà e l'autonomia delle donne e per il superamento delle disuguaglianze di genere».


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