Famiglie e studenti

Dagli esami di Stato alla formazione dei prof, ora a rischio la «fase 2» della riforma

di Claudio Tucci

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Dalla riforma degli esami di Stato alla nuova formazione iniziale dei docenti: la caduta del governo Renzi rischia seriamente di lasciare appese le nove deleghe contenute nella legge 107, con la conseguenza di lasciare così “a metà” la riforma.

Le deleghe
Del resto, le deleghe previste dalla legge 107 sono tutt’altro che banali: si tratta del riordino dell’istruzione e formazione professionale; di disegnare la nascita di un sistema integrato di educazione per i bambini fino a sei anni; passando per il diritto allo studio; a una migliore inclusione degli studenti con disabilità; all’introduzione di un percorso nuovo di formazione e reclutamento dei docenti nella scuola secondaria, con la promessa di avviare un sistema regolare di concorsi nazionali per salire in cattedra. Certo, la «dead-line» per presentare questi Dlgs è gennaio (anche se nel Def si indicava «luglio 2016»); e alcuni di questi testi sono alle ultime limature tecniche.

I nodi sul tavolo
Ma la fine anticipata dell’esecutivo Renzi lascia sul tavolo una serie di nodi “politici” che toccherà al nuovo governo sciogliere (se lo vorrà). Il punto infatti è che alcune decisioni da prendere in questi provvedimenti sono sensibili: una scelta senz’altro delicata, per esempio, interessa la delega sulla formazione iniziale dei futuri docenti di medie e superiori. Qui, secondo la legge 107, si dovrà superare l’attuale sistema che, dopo la chiusura delle Ssis, prevede l’abilitazione essenzialmente tramite i Tfa, i Tirocini formativi attivi. Cosa succederà a questi percorsi, che, oggi, rappresentano l’unico modo (costoso) di abilitarsi per i supplenti inseriti nella terza fascia delle graduatorie?

Per non parlare della delega sul riordino degli istituti professionali statali. Le novità in arrivo sono diverse, e alcune positive: alternanza scuola-lavoro già dalle classi seconde; potenziamento delle attività pratico-laboratoriali. Ma non è ancora chiaro il rapporto con l’offerta formativa regionale (Iefp). Una tema delicato vista la bocciatura della riforma costituzionale. Anche la delega sulla nascita di un nuovo sistema integrato di educazione e istruzione per gli alunni fino a sei anni è a buon punto: e nella legge di Bilancio ci sono anche le risorse pronte. Qui bisognerà capire se il nuovo esecutivo vorrà andare avanti e completare l’opera.


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