ITS e imprese

Una scuola di formazione per il lusso hi-tech

di Nicoletta Picchio

Un mercato globale del lusso che supera i mille miliardi di euro, con l’Italia che ne ha una quota del 10%, pari al 5% del pil del nostro paese. Il trend è in crescita, come conferma Andrea Illy, presidente di Altagamma, la Fondazione che riunisce i marchi dell’eccellenza italiana, con 115 aziende socie. Ma il settore del lusso è anche in grande evoluzione, sia per fattori esogeni, sia per fattori interni che riguardano il consumatore, i modelli distributivi, la governance e le nuove tecnologie, ha detto Illy, aprendo ieri la Giornata Altagamma, che si è svolta a Montecitorio, dedicata a “Luxury 4.0, l’evoluzione del settore al 2025”. Vanno ripensati offerta e strategie. E per farlo bisogna agire contemporaneamente anche sulla formazione e creazione di nuovi talenti e nuovi mestieri.

Va in questa direzione la nascita della Scuola politecnica del saper fare italiano: un istituto tecnico superiore post diploma, trasversale ai settori produttivi ad alto tasso di cretività, come moda, alimentare, arredo e gioielleria, e a più alto livello di innovazione tecnologica, come automazione, biotecnolgogie, farmaceutica. È il primo passo, spiega Illy, per costruire una rete di scuole: «questo istituto tecnico superiore diventerà il fulcro di un polo tecnico funzionale che coinvolgerà istituti tecnici, scuole professionali, scuole di formazione aziendali, università, con tre finalità: selezionale i migliori studenti, ammodernare i programmi di studio, inventare nuovi mestieri».

Per realizzare questo progetto, e avere la cornice giuridica necessaria, Illy ieri ha firmato un accordo con il ministro dell'Istruzione, Ricerca e Università, Stefania Giannini: la scuola nascerà all'Expo di Milano e dovrebbe diplomare 900 studenti nei primi tre anni di attività. L'avvio operativamente dovrebbe essere nel 2018. «Si scommette sull'istruzione tecnica superiore come luogo in cui formare competenze specializzate orientate al mondo del lavoro», ha commentato il ministro Giannini.

In effetti c'è bisogno di far incontrare meglio domanda e offerta di lavoro: «nel settore del lusso, inteso in senso allargato, e cioè dalla moda alla nautica ai gioielli, al design, ci sono 110mila posti vacanti», ha detto Illy. C’è bisogno di energie innovative per affrontare il mercato dei prossimi dieci anni. Quattro sono le aree prioritarie su cui si è soffermato il dibattito di ieri: l’analisi del consumatore, con il tema di reiventare le proposte tenendo conto della nuova maturità di chi acquista prodotti di lusso e una stretta correlazione tra qualità e prezzo. Sulla distribuzione è stato messo in evidenza che il modello va reinventato e che i punti di vendita monomarca hanno raggiunto il loro apice. Sulla governance, l’impresa familiare, tipica del nostro paese, ha di fronte la sfida di aumentare il patrimonio ed inserire manager. Inoltre bisogna affrontare l’impatto che le nuove tecnologie avranno su prodotti e acquisti, che diventano sempre più digitali.


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