Famiglie e studenti

Spese scolastiche, lo sconto aumenta già da quest’anno

di Cristiano Dell’Oste

Raddoppierà nei prossimi tre anni lo sconto fiscale del 19% sulle spese per la frequenza scolastica, fino ad arrivare a una detrazione massima di 152 euro per alunno. Lo prevede il disegno di legge di bilancio ora all’esame del Parlamento, che aumenta gradualmente l’importo su cui si può calcolare il 19%, da 400 euro (nel 2015) fino a 800 euro (nel 2018). E c’è una ricaduta da considerare già adesso, perché la spesa detraibile sarà innalzata a 640 euro fin dall’anno d’imposta 2016. Perciò – se il Ddl sarà approvato in questa forma dal Parlamento – le famiglie che stanno pagando le spese scolastiche in questi giorni avranno una detrazione fino a 121,60 euro anziché 76 nel modello Unico o 730 che presenteranno l’anno prossimo.

Il perimetro

Le spese detraibili sono quelle relative a scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado. In pratica, le vecchie materne, elementari, medie e superiori, per un totale di 8,8 milioni di alunni (dati Istat) di cui 1,6 nella scuola dell’infanzia e 2,8 nella primaria.

L’agevolazione, infatti, vale anche per le scuole pubbliche. E questo nonostante la relazione tecnica al Ddl – così come le schede di lettura di Camera e Senato – citino solo le scuole paritarie. Non dovrebbero esserci dubbi, visto che la manovra si limita ad aumentare le cifre contenute in una norma (la lettera e-bis dell’articolo 15 del Tuir) riferita al sistema nazionale di istruzione regolato dalla legge 62/2000, in cui ricadono sia le scuole statali, sia quelle paritarie private e degli enti locali.

È probabile allora che il costo dell’incremento del bonus per l’Erario si riveli superiore ai 45,3 milioni di euro stimati nella relazione tecnica per il 2016 e ai 75,5 milioni dal 2018, visto che il calcolo è parametrato sui circa 994mila alunni che nell’anno scolastico 2013/14 hanno frequentato una scuola paritaria.

I dati del Caf Acli su un campione di 1,2 milioni di dichiarazioni presentate quest’anno permettono di avere un primo ordine di grandezza: la detrazione, infatti, è presente nel 4,5% dei modelli. Il che, proiettato sui circa 28 milioni di Unico e 730 inviati al fisco, corrisponde ad almeno 1,2 milioni di detrazioni. Se tutte fossero al massimo, con le dichiarazioni dell’anno prossimo sui redditi del 2016 si arriverebbe a 146 milioni di euro di minor gettito, di cui 55 derivanti dall’aumento della spesa agevolabile. Certo, bisognerebbe considerare che alcune famiglie possono aver speso meno del massimo o aver diviso il bonus tra i due genitori, ma – per contro – vanno contati i nuclei con più figli.

Le istruzioni

A chiarire cosa si intenda con «frequenza scolastica», nei mesi scorsi sono intervenute due circolari delle Entrate (la 3/E e la 18/E) e una risoluzione (la 68/E). Sono agevolabili le tasse, i contributi obbligatori o volontari e le erogazioni liberali deliberati dagli istituti scolastici e finalizzati alla frequenza scolastica, a patto che abbiano obiettivi diversi dalle donazioni alle scuole dirette all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica o all’ampliamento dell’offerta formativa (per le quali c’è un’altra detrazione, sempre del 19%, senza massimale di importo agevolabile). Perciò, tra le spese per la frequenza rientrano la tassa di iscrizione o frequenza e la spesa per la mensa scolastica, anche quando il servizio è reso dal Comune o da altri soggetti, compresa l’assistenza al pasto e il pre e post scuola. È escluso, invece, lo scuolabus, così come l’acquisto di cancelleria e testi per la scuola secondaria.

Se per le scuole paritarie la voce principale è la retta, nel caso delle scuole statali spesso l’unica spesa agevolabile è quella relativa alla mensa. Di conseguenza, con l’aumento del massimale chi frequenta gli istituti pubblici potrà sfruttare a pieno la detrazione. Anzi, già nel 2015 ricadevano in questa situazione le famiglie con riduzioni tariffarie perché meno abbienti e o con più figli nella stessa scuola.

La spesa per la frequenza scolastica può essere documentata con la ricevuta del pagamento (bollettino postale o bonifico) o anche – in caso di acquisto di buoni mensa – con un’attestazione della scuola, del Comune o della società esterna che ha incassato l’importo.

Essendo un bonus riservato alle persone fisiche, la spesa sarà detraibile “per cassa”. Quindi, nelle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017 si potranno detrarre con il nuovo limite tutte le spese pagate quest’anno, comprese quelle versate nei giorni scorsi per l’anno scolastico 2016-17.


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