Famiglie e studenti

Riconosciuto il valore educativo dell’impresa

di Alberto Baban*

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L'Industry 4.0 sta cambiando il modo di produrre, di vendere, di consumare. Per affrontare il cambiamento serviranno persone in grado di progettare, adattare, governare, integrare le tecnologie digitale con le finalità di uno sviluppo dei territori, delle città, dei paesi. Serviranno persone in grado di svolgere più attività contemporaneamente, adattandosi continuamente, collaborando in squadra, comunicando fuori e dentro l'impresa. Perché il cambiamento digital, nel 2016 in cui la parola del'anno dell'Oxford Dictionary è “Post Truth”, è anche cambiamento social: una connessione costante tra gli attori, economici e non solo, di una società.
È questo il mondo che i giovani dovranno prepararsi ad affrontare. Una sfida prima di tutto per la scuola, ma anche per l'impresa. Finito il tempo dei monopoli del sapere, la scuola non può, da sola, fornire agli studenti tutti i mezzi necessari per governare l'enorme flusso di informazioni e di stimoli che ogni giorno ricevono. Ed è qui che l'impresa ha e potrà avere un ruolo educativo insostituibile. I giovani non potranno capire e orientarsi nell'Industry 4.0 senza entrare in azienda.
Chi sottovaluta la curiosità e la sete di conoscenza dei nostri giovani, banalmente, non li ha mai incontrati. Basti vedere i numeri del PMIDay: 40mila studenti sono entrati, in un solo giorno, in quasi 1000 aziende italiane. Tutte piccole e medie. Hanno visto e toccato da vicino le tecnologie di cui sentono soltanto parlare e che un giorno dovranno programmare, impostare, elaborare, innovare. Strumenti e laboratori che sembrano quasi fantascienza per loro, ma che per molte imprese sono già la normalità. Hanno conosciuto e parlato direttamente con gli imprenditori e scoperto che ruolo hanno in un territorio e in una comunità. Sono tornati a casa meno spaventati di ciò che sarà il futuro, e più fiduciosi sulle loro potenzialità e quelle del nostro Paese.
Quei 40mila giovani sono solo una piccola parte del milione e mezzo di studenti che, a regime, potrà fare queste esperienze quando l'alternanza scuola-lavoro obbligatoria, così come prevista dalla riforma scolastica, diventerà effettivo diritto di imparare lavorando per tutti gli studenti italiani. Nel frattempo sono già molte in Italia le storie di PMI “ambasciatrici” dell'alternanza scuola-lavoro. Alcune di queste storie, storie di piccole imprese e grandi marchi saranno raccontate a Job&Orienta, a Verona il 25 novembre, in occasione dell'incontro “Buona scuole e fabbriche belle”. Già l'anno scorso, in occasione della firma del Protocollo Miur-Confindustria per l'alternanza scuola-lavoro, proprio a Job&Orienta, ho incontrato studenti poco più che maggiorenni che con disinvoltura invidiabile hanno spiegato i loro progetti e le loro idee. I loro sogni.
Pensare che accanto a loro ci sono ogni tanti imprenditori di PMI è qualcosa che ci riempie di orgoglio ma anche di responsabilità. L'Italia deve conoscere e riconoscere il valore formativo della piccola impresa “della porta accanto”. È necessario che sempre più PMI siano coinvolte in progetti di alternanza: serve un quadro di incentivi mirati, normativi ma anche economici, che riducano le barriere burocratiche e talvolta anche culturali tra scuola e impresa.
Da parte nostra, come Piccola Industria, stiamo percorrendo tutto il Paese in un roadshow in cui spieghiamo la grande opportunità che questa nuova modalità di incontro scuola-lavoro offre alle imprese e agli studenti. Se vogliamo creare un vero sistema duale “all'italiana”, e non ridurci a imitare modelli come quello tedesco, sarà fondamentale coinvolgere le PMI che sono la vera che sono la nostra dorsale produttiva del Paese e una nostra indiscussa peculiarità. Le piccole e medie imprese sono l'alleato più vicino, più prossimo, ai nostri ragazzi. Creano lavoro perché formano al lavoro. Aprire il sistema scolastico alle PMI significa più occupazione e più sviluppo. Non c'è bisogno di capirlo, basta aprire gli occhi e vederlo.

*Alberto Baban è presidente Piccola Industria di Confindustria


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