Famiglie e studenti

Dai robot alle macchine sportive: così si fa alternanza nelle pmi

di Claudio Tucci

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Dai robot iper-tecnologici, alla macchine sportive. Passando per la progettazione di componenti meccanici, alla partecipazione ai laboratori di chimica, alla realizzazione di progetti culturali di sviluppo del territorio, fino ad arrivare a veri e propri corsi di formazione “on the job” mirati all’integrazione degli alunni disabili.

I numeri
L’alternanza scuola-lavoro, da settembre, è entrata nel secondo anno di obbligatorietà; e la risposta delle imprese e degli istituti scolastici (licei compresi) inizia a vedersi: prima della legge 107 l’esperienza di studio e di pratica sul campo interessava il 54% di scuole (essenzialmente tecnici e professionali), coinvolgendo appena il 9% dei ragazzi; adesso, con il raddoppio delle ore nell’ultimo triennio (fino a 400 nei tecnici e professionali, 200 nei licei) si è passati al 96% di istituti e a circa il 90% degli studenti del terzo anno (nel 2015/2016 l’obbligo è scattato infatti nelle classi terze delle superiori, con l’obiettivo, a regime, di salire a 1,5 milioni di alunni coinvolti).

Le aziende
Ad aumentare a doppia cifra (+41%) sono state, parallelamente, anche le strutture ospitanti (hanno raggiunto la cifra record di 149.795 unità); e una fetta consistente sono proprio imprese, a cui viene finalmente riconosciuto, dopo anni di boicottaggi più o meno espliciti, un fondamentale ruolo educativo nello sviluppo e aggiornamento delle competenze dei ragazzi. In questi mesi ad aprire le porte agli studenti non sono state solo grandi aziende, da Eni a General Electic, da Ibm a Intesa Sanpaolo, da Bosch a Poste Italiane, solo per citarne alcune. A costruire (o ad aver consolidato) un dialogo stretto con le scuole ci sono anche tante piccole e medie imprese: è il caso di «Illy Caffè» a Trieste, che fa “testare” ai ragazzi le conoscenze apprese sui banchi. Ma in prima fila ci sono anche «Dallara», in Emilia, attiva da tempo con gli istituti del territorio, e a ospitare regolarmente giovani in alternanza sono pure «Bawer», a Matera, «Agsm Energia» e «La Rosa Energy», entrambe a Verona, «Maxfone», Villafranca, e «Humana», a Venezia. C’è poi il «Gruppo Loccioni» in provincia di Ancona (ogni anno nei suoi locali passano più di mille studenti di scuole superiori e università) o «Scuotto impianti elettrici e tecnologici», a Pozzuoli, Napoli, che tanto crede nella formazione “on the job” da promuovere la collaborazione tra istituti e imprese in giro per l’Italia.

I nodi da risolvere
Certo, le difficoltà non mancano: spesse volte il tutor aziendale coincide con lo stesso imprenditore; ci sono poi una serie di adempimenti e obblighi amministrativi da smaltire; e anche la collaborazione con i docenti va costruita con cura (e ciò richiede tempo e fatica, soprattutto se si vuole realizzare un valido progetto formativo a vantaggio dei giovani - e non risolvere le settimane di alternanza in un mero adempimento burocratico).

La strada è ormai tracciata: i primi risultati di questa “nuova via italiana” al sistema di formazione duale verranno svelati alla 26esima edizione di «Job&Orienta», il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro, in calendario da giovedì 24 a sabato 26 novembre alla Fiera di Verona, alla presenza del governo (sono attesi i ministri dell’Istruzione, Stefania Giannini, del Lavoro, Giuliano Poletti, e il presidente di Anpal, Maurizio Del Conte) e dei vertici di Confindustria.

I casi concreti
Il filo rosso delle tre giornate è far vedere che nel nostro Paese «Imparare lavorando» adesso si può: «Vogliamo fare alternanza e la vogliamo fatta bene, indietro non si torna», spiega il sottosegretario Gabriele Toccafondi; l’obiettivo è «anticipare il contatto con il mondo del lavoro - aggiunge il vice presidente per il Capitale umano di Confindustria, Giovanni Brugnoli -. Ed è importante che i ragazzi inizino a sentire, fin dai banchi, l’odore della fabbrica». E i risultati sono sotto gli occhi: gli studenti del «Carlo Anti» di Villafranca (Vr) hanno vinto le olimpiadi mondiali di informatica; i ragazzi del «Fermi» (Ascoli Piceno) il prestigioso «Youth science competition»; e sono considerate scuole d’eccellenza, nei progetti d’alternanza, anche il «Duni» di Matera, il «Gioberti» di Roma, il «Berenini» di Fidenza (Pr); e l’«Enrico Fermi» di Padova. Il perchè è presto detto. Basta guardare le attività realizzate dagli studenti, che spaziano da una tuta protettiva in caso di incidente motociclistico, a un modellino di automobile da corsa, a un progetto di robotica, a un bastone da passeggio “intelligente” per gli anziani, che, con un sms di allarme al cellulare collegato, avvisa la famiglia su eventuali cadute.


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