Famiglie e studenti

Nelle Americhe 500mila persone studiano italiano

di Silvia Pieraccini

La lingua italiana può essere, ancor più di quant’è oggi, formidabile strumento per la diffusione di cultura, stile di vita e imprenditoria tricolore. Per questo il ministero degli Affari esteri ha deciso di affinare la strategia di promozione dell’italiano con la rete diplomatico-consolare e degli istituti italiani di cultura: un primo risultato è il portale, consultabile da ieri sul web (www.linguaitaliana.esteri.it) per acquisire informazioni sullo studio dell’italiano nel mondo: scuole, corsi, livelli, certificazioni, eventi. Per ora il sito è in italiano, ma è previsto anche l’inglese.

Il portale - realizzato dalla Farnesina su piattaforma del Poligrafico e presentato a Palazzo Vecchio a Firenze dove sono in corso (fino a oggi, chiuderà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella) gli Stati generali della lingua italiana nel mondo 2016 - è uno dei progetti lanciati due anni fa, in occasione della prima edizione degli Stati generali. La sua realizzazione è servita a raccogliere, per la prima volta, i dati sullo studio della lingua italiana all’estero. Oggi sono 2,2 milioni coloro che frequentano corsi di italiano all’estero, di cui quasi 1 milione nell’Unione europea e più di 500mila nelle Americhe. Solo negli Usa ci sono 400 cattedre di italianistica.

Le rilevazioni, secondo il ministro degli Esteri, indicano un consistente aumento degli studenti, passati da 1,5 milioni nell’anno scolastico 2012/2013, a 1,76 milioni nel 2013/2014, agli oltre 2 milioni dell’anno 2014/2015. L’incremento, si precisa, è dovuto sì a un aumento d’interesse degli stranieri per l’apprendimento dell’italiano, ma anche a un affinamento della ricognizione svolta dalla rete diplomatico-consolare e degli istituti italiani di cultura, che ora ha permesso di censire le scuole private e tutti quei contesti di insegnamento autonomo di solito non ricompresi nelle statistiche ufficiali. Tra i “diffusori” di lingua italiana, importanti sono i 400 Comitati presenti in tutto il mondo della Società Dante Alighieri (fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosuè Carducci per tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana).

«Oggi il nostro approccio è cambiato – ha spiegato presentando il portale Vincenzo De Luca, direttore generale per la promozione del sistema Paese della Farnesina – e guarda a fare sistema per riunire tutti i soggetti che si occupano di lingua italiana. Il portale è uno strumento di assoluto rilievo che costituirà un canale d’accesso completo e ordinato allo studio dell’italiano all’estero». Se il censimento degli studenti di lingua italiana oltreconfine può dirsi realizzato, resta però difficile dire quanto è parlato l’italiano nel mondo: si va da chi la definisce la quarta lingua per diffusione, a chi la mette al 18esimo posto. De Luca cita gli 80 milioni di discendenti di famiglie italiane nel mondo e aggiunge che «l’attrazione della nostra lingua è forte». E lo sarà ancora di più, sottolinea la Farnesina, grazie ai 50 milioni previsti nella Legge di bilancio appena presentata dal Governo e destinati a promuovere la lingua e la cultura italiana all’estero, attraverso un approccio integrato che coinvolgerà tutta la rete diplomatico-consolare.


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