Famiglie e studenti

Il ministro Giannini: «Alla formazione digitale iniezione di 1,5 miliardi»

di Mar.B.

Per far partire la rivoluzione di industria 4.0 non bastano investimenti e innovazione. Servono competenze digitali. Il capitale umano è infatti il primo combustibile per far decollare la manifattura intelligente. Per questo il mondo della formazione - dalla scuola alla università - deve cambiare pelle. «Se mettiamo tutte insieme le risorse già destinate a questo scopo o ancora da destinare si arriva a 1,5 miliardi», ha spiegato il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini presente ieri all’incontro di E&Y a Capri. Le mosse del governo sono sostanzialmente tre: il piano nazionale della scuola digitale già operativo (che vale 1 miliardo) e quello per la formazione dei docenti, il potenziamento della formazione terziaria a partire dagli Its che già oggi lavorano a fianco delle aziende e che secondo il ministro “vanno raddoppiati” e infine gli interventi previsti per il capitale umano nel piano industria 4.0 del ministero dello Sviluppo economico a cui ha lavorato anche il Miur. Qui in particolare è prevista l’attivazione di “competence center” individuati in università d’eccellenza – si tratta dei tre Politecnici (Milano, Torino, Bari), il Sant’Anna di Pisa, l’università di Bologna, la Federico II di Napoli e la rete degli atenei veneti – che lavoreranno a fianco delle imprese: «Si tratta di luoghi fisici, laboratori innovativi da cui attingere e a cui riconsegnare ricerca di base e che – avverte ancora la Giannini - daranno la possibilità ai manager di formarsi e di formare competenze per le proprie aziende». Tra l’altro, ha sottolineato ancora il ministro citando l’inaugurazione della Apple Academy avvenuta giovedì a Napoli, «le grandi imprese tornano a investire in Italia, dove vedono un contesto e un ecosistema della ricerca che garantisce condizioni molto migliori rispetto altri Paesi europeo, a dispetto di alcuni criteri parziali di efficienza».


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