Famiglie e studenti

Il bambino può restare in deroga nella scuola dell’infanzia in caso di speciali bisogni educativi

di Andrea Alberto Moramarco

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In materia di obbligo scolastico, qualora venga data adeguata dimostrazione del fatto che l’alunno, pur avendo compiuto i 6 anni di età, non sia ancora pronto per un proficuo inserimento in prima elementare, l’amministrazione scolastica può disporre la permanenza del minore per un ulteriore anno nella scuola dell’infanzia. A precisarlo è il Tar di Catania con la sentenza 2043/2016.


Il caso
La vicenda ha ad oggetto la delicata situazione di un bambino affetto da handicap grave in base all’articolo 3 comma 3 della legge 104/2010 per il quale i suoi genitori avevano chiesto all’amministrazione scolastica la permanenza in deroga presso la scuola d’infanzia per un ulteriore anno prima dell’iscrizione del minore alla classe prima della scuola elementare, «in relazione agli speciali bisogni educativi rilevati dalle figure specialistiche di riferimento». Dopo aver ottenuto un primo via libera dal dirigente scolastico, l’autorizzazione a rimanere ancora presso la scuola dell’infanzia veniva però negata dall’Ufficio scolastico regionale. A seguito di tale stop il dirigente scolastico invitava i genitori ad iscrivere il bambino alla prima elementare per l’anno scolastico 2016/2017.


La decisione
Dopo il ricorso dei genitori del bambino, la questione finisce all’attenzione dei giudici amministrativi i quali ritengono sussistenti le condizioni per una posticipazione della iscrizione alla prima elementare. Il Tar richiama l’articolo 114 comma 5 del Dlgs 297/1994 (Testo unico in materia di istruzione) sulla inderogabilità dell’obbligo scolastico, nonché la nota 547/2014 del ministero dell’Istruzione che, nel fornire chiarimenti in ordine alle ipotesi di deroga a tale obbligo, precisa che «il dirigente scolastico, sentito il team dei docenti, può decidere di fare permanere gli alunni con particolari esigenze nella scuola dell’infanzia per il tempo strettamente necessario all’acquisizione dei prerequisiti per la scuola primaria, e comunque non superiore ad un anno scolastico». Secondo queste disposizioni, per il Tar, l’amministrazione scolastica ben può decidere di far permanere alcuni minori nella scuola dell’infanzia per un ulteriore anno qualora sussistano particolari esigenze. E nel caso di specie, la delicata situazione del bambino, come certificato dal Piano educativo individualizzato, evidenziava l’inopportunità di un suo inserimento proficuo nella scuola elementare.


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