Famiglie e studenti

Nuovo esame di Stato del primo ciclo, sarà abolito il voto numerico e stop alle bocciature nelle elementari

di Laura Virli

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Entro la fine dell’anno, in linea al comma 181 lettera i 1) della legge 107, è prevista la pubblicazione del decreto legislativo per la revisione delle modalità di valutazione e di certificazione delle competenze degli studenti del primo ciclo di istruzione al fine di mettere in rilievo la funzione formativa e di orientamento della valutazione; saranno riviste, sempre per il primo ciclo, anche alle modalità di svolgimento dell’esame di Stato conclusivo.
Dalle anticipazioni del direttore generale, Carmela Palumbo, in un incontro con le associazioni professionali della scuola per un confronto sulla bozza del decreto, emergono novità che dovrebbero partire a regime dal 2017-2018.
A differenza della delega per la scuola secondaria di secondo grado, il comma 181, nel caso del primo ciclo, permette di intervenire anche sulla valutazione degli apprendimenti.
Proviamo ad entrare nel dettaglio.


Abolizione del voto numerico nel primo ciclo
Le famiglie non riceveranno più le pagelle con i voti per ogni materia del curricolo. I numeri saranno sostituiti da una scala nominale formata da lettere (A, B, C, D, E) e accompagnata da una descrizione dei cinque livelli di apprendimento attestanti le competenze raggiunte, sulla base di indicatori nazionali.
Il comportamento, invece, sarà valutato sulla base di indicatori relativi allo sviluppo delle competenze personali, sociali e di cittadinanza (competenze chiave).


Valutazione per migliorare il successo formativo
Passando dal voto alle lettere si vuole evitare di limitare l’azione valutativa alla mera registrazione del successo o dell’insuccesso di ogni giovane allievo. L’idea è quella di lavorare insieme ad una valutazione “per l’apprendimento” e non “dell’apprendimento”, al fine di supportare la motivazione, di far emergere o riconoscere le potenzialità e di facilitare l’autovalutazione dello stesso alunno.


Stop alle bocciature
Nella scuola primaria sarà abolita la bocciatura, tranne nei casi di mancata frequenza. Alle “scuole medie” sarà consentita la non ammissione all’anno successivo o all’esame solo per quei casi eccezionali di carenze non colmate nonostante le strategie di recupero messe in atto dalla scuola durante l’anno.


Invalsi a tre gambe
Al pari della scuola secondaria di secondo grado, anche nel primo ciclo si vuole investire nell’apprendimento efficace della lingua inglese. Oltre alla prova di italiano e di matematica, sarà, infatti, introdotta una prova di inglese al termine sia della primaria che della secondaria di primo grado con test di posizionamento sulle abilità di comprensione e uso della lingua inglese in linea con il Quadro comune di riferimento europeo per le lingue (QCRE – A1, …, C2).
In linea con le richieste di molti addetti ai lavori, le prove Invalsi si svolgeranno prima dell’esame di Stato; quindi non ne faranno più parte integrante, ma la partecipazione sarà requisito indispensabile per l’ammissione all’esame.
Infine una gradita novità, l’esito della prova non concorrerà più a determinare l’esito finale dell’esame, anche se sarà riportato nel diploma o nell’attestazione delle competenze.


Semplificazione
Notevolmente snellito rispetto alla procedura attuale in cui, in meno di una settimana, gli studenti sono obbligati allo svolgimento di ben 5 prove, tra cui l’Invalsi.
Sono previste due sole prove scritte:
1.prima prova scritta di ambito linguistico che potrà comprendere una parte in lingua straniera;
2.seconda prova scritta di ambito logico matematico.
Il colloquio dovrà uscire dai semplici canoni nozionistici e disciplinari e sarà volto ad accertare che lo studente abbia acquisito anche le indispensabili competenze trasversali.
Lo stesso dirigente scolastico della scuola assumerà il ruolo di presidente della commissione; non sarà più costretto a recarsi in altro istituto per svolgere lo stesso ruolo, per altro non retribuito oltre lo stipendio standard.


Documento finale del primo ciclo
Anche l’esito dell’esame di Stato del primo ciclo sarà espresso in lettere e terrà conto sia del percorso scolastico del triennio che degli esiti delle prove d’esame. Nel diploma, accanto alla valutazione espressa dalla commissione, saranno riportati gli esiti delle prove Invalsi.
Apprezzabile lo sforzo del Governo di tendere a una valutazione finale formativa al fine di uscire dalla logica della media aritmetica. Riteniamo necessario però, per scongiurare ad esempio la traduzione automatica delle lettere in numeri, investire nella formazione dei docenti e nel coinvolgimento delle famiglie.
La coesistenza, inoltre, di due valutazioni finali, l’una fornita dall’Invalsi e l’altra dalla commissione, non appare allo stato attuale una soluzione efficace: le eventuali difformità tra i due esiti potrebbero creare situazioni di disorientamento negli studenti e nelle famiglie.
Il percorso di cambiamento è stato tracciato, ora si tratta di procedere con soluzioni uniformi su tutto il ciclo di studi in modo da rendere coerente l’intero sistema.


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