Famiglie e studenti

«H-Farm» il campus di eccellenza che scommette su innovazione del progetto educativo e didattico

di Francesca Malandrucco

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Da acceleratore d’impresa, sul modello della Silicon Valley, a Campus a 360 gradi per formare la generazione dei nativi digitali alle professioni del futuro. H-Farm, la piattaforma d’innovazione che da 11 anni aiuta i giovani nella creazione di start up, quotata sul mercato Aim di Borsa Italiana nel 2015, con previsione di chiusura del fatturato 2016 di 30 milioni di euro, lancia il suo progetto educativo: cambiare il modo di insegnare e di apprendere attraverso una didattica dinamica che aiuta lo sviluppo di competenze trasversali e l’utilizzo di nuovi strumenti formativi. H-Campus è a metà strada tra Treviso e Venezia e nasce accanto alla sede di H-Farm, in un’area di 5.000 metri quadrati completamente immersa nella campagna veneta.

Il percorso
A settembre 250 ragazzi, dalla scuola materna alle medie, fino alle prime classi del liceo hanno iniziato qui il nuovo anno scolastico. L’offerta formativa, infatti, abbraccia una fascia di età molto ampia, dai bambini di 3 anni fino ai ragazzi di 26, partendo dal modello didattico dell’Ib program, l’International baccalaurate, utilizzato dalla scuola internazionale. Le classi sono snelle, al massimo 15 studenti che salgono a 20 nei master. Ogni alunno al momento dell’iscrizione riceve in dotazione un iPad (per i più piccoli), o un Mac che diventa uno strumento indispensabile per seguire il percorso didattico che si appoggia anche alle nuove piattaforme sviluppate da Apple. Dall’anno prossimo i numeri degli iscritti sono destinati a crescere. In moltissimi hanno già partecipato ai primi colloqui e selezioni per l’anno scolastico 2017-2018. Requisiti indispensabili per essere ammessi al “liceo” pensato sul modello dell’high school americana (quattro anni), è avere una buona conoscenza della lingua inglese e della matematica.

Corsi in inglese
I corsi, con la sola eccezione delle ore di lingua italiana, infatti, sono rigorosamente in inglese, mentre la matematica diventa fondamentale nel percorso formativo dei ragazzi di H-Campus che impareranno per esempio i principi della fisica costruendo droni o prototipi di robot.
«L’obiettivo della scuola è arrivare ai 2.000 iscritti nel 2019, di cui un 40 per cento stranieri, quando sarà completato l’intero Campus con i suoi 30mila metri quadrati di edifici dedicati alla formazione – spiega Riccardo Donadon, imprenditore visionario, fondatore e amministratore delegato di H-Farm – 240 posti letto a disposizione degli studenti all’interno del campus, e un centinaio tra docenti, mentor e coach che lavoreranno ai percorsi formativi. L’investimento complessivo solo sulla formazione sarà di 5 milioni di euro fino al 2019. A questi si aggiungono i 60 milioni di euro che serviranno per la realizzazione delle strutture del campus. Le risorse arriveranno da un progetto di partnership pubblico-privato».

Unicum nazionale ed europeo
«Sarà un unicum a livello nazionale e europeo – racconta Carlo Carraro, ex rettore dell’Università Ca Foscari di Venezia, e responsabile del progetto educativo di H-Campus - proprio perché in grado di offrire un’offerta didattica così completa e complessa in un polo dove gli studenti saranno a contatto fisicamente con il mondo delle nuove professioni, con i giovani startupper, gli imprenditori, i manager e le grandi aziende, in uno scambio continuo di idee e stimoli».
Le rette vanno da un minimo di 7mila euro l’anno ad un massimo di 12mila, cui si aggiungono poi le eventuali spese di alloggio. Ma per aprire la scuola a tutti è già nata una Fondazione che raccoglierà fondi per sostenere borse di studio. Inoltre, sul modello delle scuole americane o tedesche, sono stati studiati percorsi finanziari elaborati per permettere a studenti e famiglie di sostenere la retta della scuola rimborsando le spese nel corso degli anni.
Al Miur l’H-Campus non è passato inosservato. Il ministero ne ha fatto un progetto pilota che forse riuscirà a inspirare la scuola del futuro. Intanto la superscuola di Treviso si è impegnata con a formare i docenti delle scuole pubbliche per recuperare il gap con il digitale. I primi corsi gratuiti partiranno in autunno.


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