Famiglie e studenti

Giannini: un programma «flessibile» per il ritorno a scuola dopo il sisma

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Nei Moduli abitativi provvisori (i Map), in edifici alternativi, ma anche - se necessario e per periodi molto ristretti - in paesi confinanti o in tensostrutture. L’anno scolastico per gli studenti residenti nelle zone del terremoto del 24 agosto comincerà quasi regolarmente, intorno a metà settembre, perché «la prima campanella è un segnale importante di ritorno alla normalità». Ne è convinta il ministro Giannini che ieri, a Rieti, ha incontrato prima il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, e poi i dirigenti scolastici delle quattro regioni - Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria - colpite dal sisma.

Scopo degli incontri proprio quello di assicurare alle famiglie e agli insegnanti un avvio il più possibile regolare delle lezioni. La parola d’ordine è «flessibilità». «Ci saranno soluzioni diversificate e adeguate alle scelte delle comunità. I bisogni del territorio sono fondamentali e le decisioni delle famiglie sono il punto di partenza», ha assicurato il ministro Giannini. In sintonia Curcio: «Non c’è una soluzione preconfezionata che deve essere digerita da tutti». Anche per questo il Miur ha insediato a Rieti una sua task force che lavorerà gomito a gomito con la Protezione Civile per raccogliere dati e rispondere tempestivamente a segnalazioni e
bisogni. Globalmente sono 750 gli studenti coinvolti e dei 30 istituti scolastici toccati dalle scosse circa la metà risulta particolarmente danneggiata. Ad Amatrice è stata già individuata l’area dove verranno montati i Map in arrivo da Trento, mentre alcuni studenti delle superiori verranno ospitati nell’alberghiero di Rieti anche perché possano usufruire dei laboratori necessari alla didattica. Ad Accumoli il sindaco è intenzionato a spostare gli alunni in un paese limitrofo. Ad Arquata del Tronto (Ascoli) si stanno individuando strutture temporanee non escludendo spostamenti in zone limitrofe.

Meno colpite Abruzzo e Umbria dove al momento sono soltanto due (a Montorio in provincia di Teramo e a Norcia) le scuole dichiarate inagibili. Entro la fine della settimana la Protezione Civile dovrebbe fornire un quadro più completo anche alla luce del continuo monitoraggio imposto dalla sciame sismico ancora in corso. «Non vi lasciamo soli», ha promesso il ministro Giannini, che oggi sarà ad Amatrice e ad Arquata, agli oltre 30 dirigenti scolastici incontrati ieri. Tra loro anche Vincenza Bussi, la preside della scuola di Amatrice che si è parzialmente sbriciolata sei giorni fa. Da ieri è in pensione. «C’era anche un sismografo nel nostro istituto. Ogni tanto i tecnici del comune venivano a controllare», racconta. Quanto alle polemiche legate agli interventi di adeguamento anti sismico realizzati nella scuola «noi presidi - commenta - ci dobbiamo fidare degli enti locali con cui collaboriamo». E ricorda comunque che sì, lei ha fatto l’inaugurazione post lavori, ma non era a capo della “Romolo Capranica” quando vennero realizzati.


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