Personale della scuola

Assegnazioni docenti, la protesta del Veneto: «Il Miur corregga gli errori»

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«Siamo ancora in attesa di una Vostra risposta all'incontro chiesto lo scorso 4 agosto in merito alla grave situazione che si registra in Veneto nell'organico docente alla vigilia della riapertura dell'anno scolastico». Inizia così la missiva urgente che l'assessore all'Istruzione e alla Formazione della Regione Veneto, Elena Donazzan, ha inviato venerdì scorso al ministro Stefania Giannini.

«Astruse assegnazioni»
"Oltre a ribadire la carenza di 486 insegnanti nella pianta organica delle scuole venete per l'anno scolastico 2016-17, già a Voi ripetutamente segnalata da Regione Veneto, Anci, Upi e sindacati - scrive l'assessore Donazzan - intendo farmi parte attiva nel segnalare i numerosi casi di docenti vittime di presunti errori o di astruse assegnazioni da parte del sistema centrale di gestione delle assegnazione delle cattedre. Cito, come storia esemplare, quella dell'insegnante padovana di scuola primaria, precaria da dieci anni e madre di 5 figli, di cui uno disabile, assegnata a Latisana (Friuli), ad oltre 200 chilometri di distanza dalla propria famiglia, nonostante abbia conseguito un punteggio in graduatoria di gran lunga migliore di quello di altre sue colleghe risultate assegnatarie di una cattedra nella provincia di residenza. Questo caso, come le altre segnalazioni inviate al mio ufficio da parte di docenti delusi e in ansia per il loro futuro professionale, ci interrogano sulla ‘bontà' del sistema adottato con la ‘Buona scuola».
«Sono profondamente convinta - prosegue Elena Donazzan - che siano le figure docenti il primo ingrediente per una ‘buona scuola'. Torno pertanto a sollecitare, con la massima urgenza – conclude l'assessore del Veneto - un confronto diretto tra ministero e regione, al fine di rimuovere le anomalie di un sistema matematico che dimostra di aver fallito, almeno per la nostra realtà regionale, sia nel quantificare il fabbisogno di docenti, sia nel gestire le assegnazioni. Sperando che anche il ministero condivida la nostra priorità, che è quella di garantire rispetto, dignità, motivazioni e serenità agli insegnanti, primi e veri artefici di una ‘buona scuola'».


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