Famiglie e studenti

Superiori, dopo la sperimentazione curriculum dello studente per tutti

di Laura Virli

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Con l’attuazione dell’organico dell’autonomia, che esplicherà i suoi effetti con il nuovo anno, ma soprattutto ottimizzando la “chiamata per competenze” per avere in squadra i docenti più rispondenti alle esigenze dei Ptof, il “curriculum dello studente” o meglio il “curriculum digitale” diventerà realtà per tutti gli studenti delle superiori.


La norma
Per comprendere meglio torniamo ad esaminare la norma rivoluzionaria che avrà il merito di avvicinare la scuola italiana ai percorsi formativi presenti da tempo in molti Paesi del Nord Europa al top della classifica Ocse Pisa come la Finlandia.
Secondo i commi 28-31, a partire dal terzo anno, le scuole secondarie di secondo grado, anche utilizzando le quote di autonomia e gli spazi di flessibilità, potranno introdurre “insegnamenti opzionali”.
Nello scorso anno la fase di stesura del Ptof ha visto il dirigente scolastico, di concerto con gli organi collegiali e l’utenza, impegnato ad individuare percorsi formativi diretti all’orientamento e alla valorizzazione delle eccellenze. Pertanto, in ogni Ptof, in attesa della piena possibilità di usufruire dei posti di potenziamento (previsti dall’organico dell’autonomia), gli istituti superiori hanno inserito insegnamenti “opzionali”.


Il curriculum dello studente
Una rapida lettura dei Ptof inseriti su “Scuola in chiaro” evidenzia la presenza di numerose tipologie di insegnamenti opzionali che potranno avere finalmente “luce”, anche grazie a risorse economiche derivanti dai Pon Fser “Ambienti digitali”; tra questi insegnamenti spiccano corsi di giornalismo, laboratori di fotografia e di ritocco, laboratori di robotica e di meccanica, laboratori teatrali, di scrittura creativa, di musica, di arte, di cinema e storia, di sociologia, di diritto, di economia e finanza, di chimica laboratoriale, di astronomia, di anatomia e medicina.
Gli insegnamenti opzionali potranno essere finalmente parte del percorso dello studente e inseriti nel “curriculum dello studente” di cui le commissioni dovranno tenere conto (secondo il comma 30) nello svolgimento dei colloqui dell’Esame di Stato finale del ciclo di studi.
Il “curriculum dello studente” raccoglierà tutti i dati utili, anche ai fini dell’orientamento e dell’accesso al mondo del lavoro, relativi al percorso degli studi, alle competenze acquisite, alle eventuali scelte degli insegnamenti opzionali, alle esperienze formative anche in alternanza scuola-lavoro e alle attività culturali, artistiche, di pratiche musicali, sportive e di volontariato, svolte in ambito extrascolastico.


Il profilo digitale dello studente sul Portale unico
Entro la fine dell’anno (centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge), sentito il Garante per la protezione dei dati personali, un apposito decreto del Miur disciplinerà le modalità di individuazione del curriculum dello studente da associare ad un’identità digitale (curriculum o profilo digitale) accessibile nel Portale unico dei dati della scuola, istituito con il comma 136 della “Buona Scuola”, dove confluiranno anche i dati relativi al fascicolo di ciascun docente, i bilanci delle scuole, i Ptof, i dati del Sistema nazionale di valutazione, la normativa, le comunicazioni varie, l’anagrafe dell’edilizia scolastica e degli studenti.


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