Famiglie e studenti

Giannini: «L'alternanza sbarca all'esame di maturità»

di Claudio Tucci

L'alternanza scuola-lavoro sbarcherà strutturalmente all'esame di Maturità, perché «vogliamo rendere esplicito e valutabile» il legame tra formazione e mondo del lavoro. In autunno «sarà pronta la Carta dei diritti e doveri degli studenti»; e a breve decollerà pure il Registro delle imprese che ospiteranno i ragazzi: «L'iscrizione da parte delle aziende sarà gratuita».
Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, rivendica i risultati del primo anno di applicazione della Buona Scuola: con 200 milioni di euro è stato introdotto un po' di merito per gli insegnanti: «Abbiamo infranto un tabù», e a settembre partirà anche la valutazione dei presidi. La legge 107 è «per gli alunni», taglia corto Giannini, che manda anche un messaggio alle imprese: «Per la formazione on the job ci sono 100 milioni di euro, strutturali; ora facciamo crescere il legame scuola-lavoro con percorsi integrati».

Ministro, l'alternanza è obbligatoria dallo scorso anno. Ma nelle aziende si vedono ancora pochi ragazzi…
Le grandi riforme si irrobustiscono nel tempo. Con la Buona Scuola l'alternanza è uscita dalla sperimentazione per diventare pratica strutturale. Scelta che rivendico con orgoglio. Nell'anno scolastico che si apre fra poche settimane avremo una platea di 1,15 milioni di ragazzi interessati fra classi terze e quarte, un numero quattro volte superiore a quello pre-riforma. Il primo anno di obbligatorietà è stato caratterizzato da un grande dinamismo da parte delle scuole e da una buona risposta delle strutture ospitanti: aziende, strutture pubbliche, musei, istituzioni che operano nei settori del patrimonio e delle attività culturali, soggetti del terzo settore, ordini professionali. Abbiamo previsto uno stanziamento strutturale: 100 milioni all'anno da ora e per sempre, dieci volte le risorse assegnate prima della Buona Scuola. L'alternanza è uno straordinario strumento per migliorare l'occupabilità dei nostri giovani. Manca però una comprensione diffusa di cosa sia e come funzioni. Su questo punteremo durante il secondo anno di attuazione.

In che modo?
A ottobre lanceremo un progetto nazionale che coinvolgerà 12 realtà fra aziende molto riconoscibili, ordini e fondazioni che apriranno le proprie sedi e spazi di lavoro ad un numero molto significativo di studenti per esperienze di alta qualità. Coinvolgeremo oltre 20mila ragazzi. Metteremo a disposizione strumenti di comunicazione e informazione, a partire da un sito tematizzato dove trovare documenti, buone pratiche e il collegamento al Registro delle imprese pronte ad ospitare i nostri studenti. Il piano di formazione degli insegnanti avrà un capitolo dedicato all'alternanza. In autunno saranno pronte la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti e una cabina di regia Miur-Lavoro su alternanza e apprendistato.

Le imprese chiedono però più attenzione. Ci sarà spazio nella prossima manovra per incentivi ad hoc?
I Paesi che praticano da decenni l'alternanza, con risultati brillanti e consolidati nella lotta alla disoccupazione giovanile - Germania e Svizzera prime fra tutti - hanno un sistema di imprese che riconosce un compenso agli studenti per il periodo di permanenza in azienda. Non è il nostro modello. Ma dobbiamo avere il coraggio di dire agli imprenditori che i giovani in azienda sono oggi una fonte preziosa di innovazione e cambiamento e domani personale qualificato e preparato adeguatamente per entrare in tempi rapidi nel ciclo produttivo. Non in nome di un modesto incentivo, ma sulla base di questa consapevolezza potremo far crescere scuola e impresa con percorsi integrati. Con lo school bonus abbiamo poi previsto un credito di imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate per chi fa donazioni alle scuole anche per sostenere iniziative che puntano a migliorare l'occupabilità.

Da sciogliere ci sono sempre i soliti nodi burocratici, come le regole non uniformi sulla sicurezza. E il registro nazionale delle aziende che fanno alternanza: partirà? L'iscrizione sarà gratuita e non obbligatoria?
Questo è il compito del governo, grazie al lavoro congiunto dei Ministeri che hanno strumenti per capire dove sono gli ostacoli e come fare per rimuoverli. Il Registro nazionale è il primo di questi strumenti e, attraverso un prossimo intervento normativo, renderemo l'iscrizione gratuita per le imprese.

Un buon collegamento scuola-lavoro è fondamentale: andrebbe completato modificando l'esame di Maturità. Lei ministro su questo capitolo ha una delega da esercitare…
Stiamo lavorando anche a questa delega che offre la possibilità di rendere esplicito e valutabile il legame fra scuola e lavoro. L'idea è quella di inserire con più forza il risultato dell'esperienza di alternanza che ciascuno studente avrà fatto nelle prove finali.

La legge 107, e in particolare l'alternanza, in autunno, potrebbero essere oggetto di un referendum abrogativo. La Cgil ha già l'elmetto pronto. C'è il rischio, come nel gioco dell'oca, di tornare alla casella di partenza?
C'è sempre il rischio che la paura del cambiamento prevalga. Il nostro governo ha scommesso sull'Italia della fiducia e della speranza. Le famiglie e i ragazzi riconoscono il valore del lavoro e di un orientamento anticipato che consente ai giovani di fare scelte consapevoli, di valorizzare e riconoscere i loro talenti e le loro inclinazioni.

In realtà la riforma, per dispiegare appieno i suoi effetti, ha ancora tutte le deleghe da attuare: nel Def non c'è scritto che dovevano arrivare entro luglio? A che punto siamo?
Le deleghe della Buona Scuola sono alle limature finali. Le presenteremo a breve e saranno un altro pezzo importante della riforma.

Entro agosto i presidi dovranno assegnare i soldi premiali ai migliori docenti. Si ricorda l'ostruzionismo dei mesi scorsi. Alla fine si sta partendo…
Con i 200 milioni stanziati per la valorizzazione del merito dei docenti abbiamo abbattuto un muro che sembrava insormontabile. Ci vuole tempo perché le cose cambino in modo profondo, ma abbiamo infranto molti tabù e portato a casa risultati attesi per anni come la valutazione dei dirigenti scolastici.

Un'ultima domanda. Il nuovo anno inizierà tra un paio di settimane. La scena sarà presa come al solito dalle proteste degli insegnanti, o finalmente si parlerà di studenti? Per loro, ci sono altre novità in vista?
L'obiettivo della riforma sono gli studenti. Fra le novità in cantiere abbiamo un piano contro la dispersione da 320 milioni che servirà a potenziare competenze di base e a portare in 6mila scuole più sport, musica, teatro, laboratori.


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