Famiglie e studenti

Scuola-lavoro: le best practice da Bosch a Siemens

di Alberto Magnani

Tirocini, workshop, simulazioni di impresa. L’alternanza scuola-lavoro dà i suoi primi frutti nelle best practice messe in campo da quattro giganti come Eni, Enel, Bosch e Siemens. I progetti attivati finora? Eni ha firmato solo lo scorso giugno un protocollo con Miur e Lavoro per coinvolgere oltre 1.600 studenti in iniziative di alternanza . I programmi al sono due: l’inserimento di 135 studenti del quarto e del quinto anno di superiore in iniziative scuola-imprese con contratto di apprendistato di primo livello; il coinvolgimento di 1.500 studenti su scala nazionale in un “pacchetto formativo” che include stage, visite agli stabilimenti Eni, workshop tematici e modalità di apprendimento digitale (e-learning).

Sul fronte del mismatch, lo scarto tra domanda e offerta di competenze, Enel è al lavoro dal 2014 su percorsi di apprendistato per colmare il gap tra formazione teorica e pratica. Il biennio di sperimentazione “scuola-lavoro” chiuso nel 2016 ha coinvolto 145 studenti, mentre altri 150 verranno selezionati per lo stesso iter nel nuovo anno scolastico. Bernardo Quaranta, responsabile risorse umane e organizzazione Enel Italia, spiega che il progetto è nato da un tassello mancante nel curriculum degli under 20: le esperienze dirette in azienda, banco di prova decisivo per arricchire la formazione. Basti pensare alle soft skills, le attitudini caratteriali e organizzative che fanno al differenza nel salto da lezioni sui banchi alle tabelle di marcia di una carriera professionale: «Da qui il progetto di anticipare l’ingresso nel mondo del lavoro, condividendo con le istituzioni competenti un percorso di alternanza scuola-lavoro con contenuti teorici più allineati alle esigenze industriali – spiega Quaranta –. La parte è pratica finalizzata a completare la formazione individuale e l’acquisizione delle “soft skill” necessarie in azienda».

Già, ma quali sono le esigenze dell’industria italiana? Bosch, multinazionale tedesca delle componenti per auto, se lo è chiesto con «Allenarsi per il futuro»: un tour di 300 visite nelle scuole italiane, organizzato insieme al gigante delle risorse umane Randstad, per offrire tirocini formativi ai ragazzi dal terzo al quinto anno di liceo. Il 2015-2016 è stato archiviato con 300 stage nella sede milanese di Bosch. «Il progetto per il 2017 è quello di incrementare più possibile il numero di tirocini, e in particolare arrivare a realizzarne almeno 500, contando anche sul coinvolgimento di altre realtà aziendali che parteciperanno al progetto. E fornendo maggiore possibilità agli studenti di “assaggiare” la realtà aziendale» dice Roberto Zecchino, direttore risorse umane e organizzazione Bosch Italia.

Un altro colosso dalla Germania, Siemens, ha scelto la vicinanza delle sedi e la «partinenza con il business» come criteri di scelta degli istituti partner nei due progetti di alternanza avviati nel 2015-2016: le collaborazioni, rivolte agli studenti del terzo anno, prevedono visite in azienda, simulazioni di impresa, attività pratiche e affiancamento del personale (recruiting.it@siemens.com; www.siemens.it/careers).


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