Famiglie e studenti

Progetti di recupero minori extracomunitari a rischio dispersione, il Veneto cerca 7 scuole capofila. Domande entro il 7 luglio

di Francesca Malandrucco

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L’Ufficio scolastico regionale del Veneto cerca sette scuole capofila per realizzare progetti destinati al “recupero” dei minori extracomunitari a rischio dispersione scolastica. A disposizione ci sono circa 600mila euro. Sono le risorse del Fami 2014-2020, il fondo asilo, migrazione e integrazione, messe a disposizione dalla regione Veneto per quei territori dove c’è una maggiore presenza di cittadini stranieri.
Ogni scuola capofila dovrà mettere in rete una serie di istituzioni scolastiche, chiamate a partecipare tutte al progetto di inclusione sociale dei minori che dovrà prevedere laboratori per l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua (L2) fuori dall’orario scolastico, corsi di recupero riservati sempre agli alunni extracomunitari e Laboratori di teatro finalizzati all’educazione interculturale, al contrasto delle discriminazioni e alla prevenzione della dispersione scolastica. Sono previste anche ore di formazione e informazione riservate ai genitori degli alunni coinvolti nei laboratori. Oggetto degli incontri saranno l’accoglienza, l’intercultura e la comunicazione scuola/famiglia.

Le candidature
L’Usr del Veneto, con una circolare inviata a tutti i dirigenti scolastici del suo territorio, invita le scuole a presentare la propria candidatura entro il prossimo 7 luglio. Non potrà essere selezionata, comunque, più di una scuola capofila per provincia. La spesa prevedibile per ogni progetto si aggira sui 100mila euro per le provincie di Padova, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza, e 50mila euro, invece, per le provincie di Belluno e Rovigo.

Le condizioni
Ma non tutti gli istituti hanno i requisiti per presentarsi come capofila. L’Usr, infatti, richiede espressamente che la scuola che si candida a gestire il progetto abbia una disponibilità finanziaria tale da anticipare le spese di realizzazione dei laboratori, a partire dagli incarichi per il personale scolastico, alle prestazioni degli esperti esterni.
Altra condizione necessaria è la presenza nella scuola capofila di un ufficio amministrativo che abbia già esperienza nella gestione e rendicontazione dei progetti europei. Il team dovrà seguire interamente le pratiche amministrative, dai contratti d’incarico alla tenuta dei registri, fino alla rendicontazione finale, al di fuori del normale orario di lavoro.

Budget
Il budget dei progetti, in particolare, dovrà prevedere per ciascuna provincia: 45 laboratori di italiano (22 per Belluno e Rovigo) da realizzare con i docenti interni alle scuole della rete (i laboratori prevedono due lezioni alla settimana, della durata di tre ore ciascuna, per 12 settimane); 4 laboratori teatrali realizzati da esperti esterni (2 per Belluno e Rovigo); un incontro formativo e informativo con le famiglie per ognuna delle sette province.
Le scuole che decideranno di presentare la propria candidatura nella domanda dovranno indicare nel dettaglio tutti gli istituti che entreranno a far parte della rete e il numero degli studenti extracomunitari coinvolti. L’Usr provvederà contestualmente a mandare i progetti alla Regione che, entro il prossimo 20 luglio, li invierà a sua volta al ministero del Lavoro. Nel caso si candidi più di una scuola capofila per provincia, la selezione verrà fatta secondo il criterio del maggior numero di alunni extracomunitari coinvolti nel progetto.


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